![]() I senatori trentini divisi sul disegno di legge. Patton si astiene, Testor assente ma favorevole, Biancofiore: «La caccia va abolita». Failoni: «La Provincia deciderà in piena autonomia»
La riforma nazionale della caccia, approvata dal Senato e ora all'esame della Camera, non avrà effetti immediati in Trentino. A chiarirlo è l'assessore provinciale al Turismo e alla fauna selvatica, Roberto Failoni, che ricorda come la Provincia autonoma disponga di competenza primaria in materia venatoria e ambientale. «Siamo spettatori di questo disegno di legge» – afferma Failoni – anche se personalmente lo considero un provvedimento positivo. Grazie allo Statuto di autonomia e alla recente legge costituzionale che ci attribuisce competenze anche in materia ambientale, saremo noi a valutare se recepire eventuali modifiche di interesse, intervenendo in piena autonomia sulla normativa provinciale. Sul provvedimento, che amplia a livello nazionale le possibilità di esercizio dell'attività venatoria e modifica l'elenco delle specie cacciabili, i tre senatori eletti in Trentino hanno assunto posizioni differenti. La senatrice della Lega Elena Testor non ha partecipato al voto finale perché impegnata a Milano per il giuramento della figlia come avvocato. Sottolinea però di aver sostenuto il testo durante il suo iter parlamentare e precisa che avrebbe votato a favore anche nell'ultima votazione. Scelta diversa per Pietro Patton, del Gruppo per le Autonomie, che si è astenuto dopo aver sostenuto gli emendamenti presentati dalle opposizioni, tutti respinti dall'Aula. «Mi sono attenuto all'indicazione della presidente del gruppo, Julia Unterberger – spiega –. Resta comunque il fatto che la normativa provinciale è già oggi più restrittiva rispetto a quella nazionale, anche dopo le modifiche introdotte dal disegno di legge». Patton individua come unico elemento positivo del provvedimento il miglioramento delle procedure per il controllo del lupo. Diametralmente opposta la posizione della senatrice di Noi Moderati Michaela Biancofiore, che ha scelto di non partecipare al voto per manifestare il proprio dissenso, pur facendo parte della maggioranza di centrodestra. «Per me è una questione di coscienza – afferma –. La caccia va abolita. Il problema non è soltanto questo disegno di legge, ma il fatto che nel 2026 si continui ancora a uccidere animali per sport o per passatempo. La società è cambiata e dovrebbe abbandonare questa pratica». Biancofiore richiama anche i numerosi incidenti legati all'uso delle armi da caccia e sostiene che il mantenimento dell'attività venatoria alimenti una cultura della violenza. Il confronto politico proseguirà ora alla Camera dei deputati. Ma, almeno per il Trentino, eventuali novità legislative non entreranno automaticamente in vigore: ogni modifica dovrà infatti essere valutata e, se ritenuta opportuna, recepita con una specifica iniziativa della Provincia autonoma. |
Caccia, il Trentino resta autonomo: la nuova legge nazionale non cambia le regole provinciali
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