Trentino, caldo senza tregua: temperature oltre i 35 gradi e allerta prorogata

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Fine settimana da bollino rosso per l’ondata di calore. Pronto soccorso sotto pressione con oltre 30 accessi al giorno. La Protezione civile estende l’allerta fino al 30 giugno

Il caldo non allenta la presa sul Trentino, dove l’emergenza climatica continua a farsi sentire con temperature elevate e notti tropicali che non lasciano tregua. La Protezione civile conferma il persistere dell’ondata di calore e segnala il picco atteso nel fine settimana. Per questo l’allerta gialla è stata prorogata fino a martedì 30 giugno.

La situazione si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da un’ondata di caldo ormai prolungata, che ha portato l’Italia all’undicesimo giorno consecutivo di temperature sopra la media. Il mese di giugno si sta confermando tra i più caldi mai registrati, con effetti evidenti sulla salute pubblica e sulla tenuta dei servizi.

In Trentino, nelle ultime ore, si sono registrati valori particolarmente elevati: fino a 34 gradi a Trento Roncafort, 35 alla stazione del Liceo Galilei e un picco di 37,1 gradi a Rovereto, il dato più alto in provincia. Non solo le massime preoccupano: anche le minime restano anomale, con 22,8 gradi registrati a Trento, configurando quella che i meteorologi definiscono una “notte tropicale”.

Secondo le serie storiche, valori simili a quelli attuali si sono osservati solo in rarissime occasioni, come nel 1935 e nel 2019. Ma a pesare maggiormente è la durata dell’onda di calore e la sua continuità, che impedisce al corpo di recuperare durante le ore notturne.

Sul fronte sanitario, gli accessi ai pronto soccorso si mantengono per ora su livelli medi, con circa 30 ingressi al giorno legati a condizioni riconducibili al caldo. A riferirlo è la dottoressa Michela Marchiori, direttrice dell’Unità operativa di medicina d’urgenza. A essere più esposte restano le persone fragili, in particolare anziani con patologie croniche, per i quali anche piccole variazioni di temperatura o una scarsa idratazione possono rapidamente causare scompensi.

Gli operatori sanitari raccomandano di bere con regolarità, evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali e prestare attenzione ai segnali del colpo di calore, come vertigini, debolezza improvvisa, nausea e difficoltà respiratorie.

Il caldo intenso è destinato a essere seguito nei prossimi giorni da una fase più instabile. L’anticiclone africano potrebbe iniziare a indebolirsi a inizio luglio, aprendo la strada a rovesci e temporali anche intensi, soprattutto nelle aree montane ma con possibili sconfinamenti nei fondovalle. In questo contesto, la Protezione civile segnala anche il rischio di fenomeni localizzati e stazionari, con precipitazioni concentrate in brevi periodi.

Nonostante la pressione del caldo, il sistema sanitario non registra al momento un aumento anomalo degli accessi. Tuttavia, le conseguenze si riflettono già nella vita quotidiana: piscine e lidi registrano afflussi record, con circa 25 mila ingressi ai due impianti comunali di Trento dall’inizio della stagione.

La Protezione civile rinnova infine l’appello alla prudenza, invitando la popolazione a evitare sforzi nelle ore più calde, mantenere ambienti freschi e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, in una fase climatica che si conferma tra le più intense degli ultimi anni.