![]() Solo il 36% delle visite urgenti erogate nei tempi previsti. Male anche gli esami diagnostici. Il confronto con il 2025 segna un arretramento diffuso, soprattutto sulle priorità brevi e immediate
In Trentino le liste d’attesa tornano al centro delle criticità del sistema sanitario. I dati aggiornati al mese di maggio, diffusi dal portale nazionale e messi a confronto con lo stesso periodo del 2025, mostrano un peggioramento complessivo delle performance, in particolare per le prestazioni a maggiore priorità clinica. Il quadro più evidente riguarda le visite specialistiche. Nel complesso, la quota di prestazioni erogate nei tempi previsti scende dal 62,3% al 55,3%, con meno di sei visite su dieci garantite entro le scadenze fissate. Ma il dato più allarmante riguarda le urgenze: le visite da effettuare entro tre giorni passano dal 55,5% al 36,4%, un calo di quasi venti punti percentuali. In forte peggioramento anche la classe “B”, che riguarda le prestazioni da erogare entro dieci giorni: si passa dal 50% al 32,7%. In calo pure le visite differibili entro trenta giorni (dal 60,2% al 48,5%). L’unico segnale positivo arriva dalle prestazioni programmate entro 120 giorni, che migliorano leggermente dal 74,2% al 77%. Anche sul fronte degli esami diagnostici il quadro appare disomogeneo. Il dato complessivo resta sostanzialmente stabile (dal 75,9% al 76,5%), ma le criticità emergono ancora una volta nelle priorità più alte. Gli esami urgenti entro tre giorni crollano dal 72,1% al 30,2%, mentre quelli brevi scendono dal 59,4% al 54%. Più stabile, invece, la gestione delle prestazioni differibili e programmate: gli esami entro 30 giorni migliorano (dall’86,1% all’89,3%), mentre quelli a lungo termine calano leggermente (dall’83,7% al 79,5%). Resta ora da capire se il peggioramento sia legato a fattori contingenti, come le difficoltà registrate durante il passaggio al nuovo sistema Cup e l’aggiornamento delle piattaforme informatiche dell’azienda sanitaria, oppure se si tratti di una criticità strutturale del sistema. Il confronto con altri territori evidenzia ulteriormente le difficoltà del Trentino. In Alto Adige, le prime visite raggiungono il 79% di rispetto dei tempi nel 2026, in crescita rispetto al 71,7% del 2025. Anche sugli esami diagnostici, pur con un lieve calo, Bolzano resta su livelli più elevati. A livello nazionale, le prestazioni rispettano i tempi nel 78% dei casi per le visite e in oltre l’80% per gli esami. Il Trentino risulta quindi sotto la media italiana e nettamente distante dalla provincia confinante, con scarti che nelle classi più urgenti arrivano a superare i quaranta punti percentuali. |
Sanità trentina, liste d’attesa in peggioramento: crollano le prestazioni urgenti
Read Sanità trentina, liste d’attesa in peggioramento: crollano le prestazioni urgenti on Trentino24
