![]() La Provincia replica al Comune: “Ricostruzioni parziali e fuorvianti, serve chiarezza sui rapporti e sulle sperimentazioni avviate” Si accende il confronto politico e istituzionale a Trento sul tema dei posti nei nidi d’infanzia e sullo sviluppo dei servizi integrati “zerosei”. In una comunicazione indirizzata a stampa e redazioni, l’assessora provinciale competente interviene per contestare la ricostruzione emersa negli ultimi passaggi in Consiglio comunale, chiedendo “correttezza istituzionale e trasparenza” nel dibattito pubblico. Al centro della polemica ci sono le valutazioni espresse dall’assessora comunale Elisabetta Bozzarelli, che secondo la Provincia avrebbero restituito un quadro “incompleto e potenzialmente fuorviante” dei rapporti tra i due livelli amministrativi e dello stato di avanzamento delle progettualità sui servizi educativi per la prima infanzia. Nel documento si sottolinea come, già a partire dalla primavera 2024, siano stati avviati confronti tecnici tra Provincia e Comune di Trento per l’attivazione sperimentale dei percorsi zerosei in alcune realtà cittadine, tra cui Mattarello, Povo e Cadine. Le sperimentazioni, viene precisato, sono state autorizzate con condizioni precise: gradualità, sostenibilità e garanzia della qualità pedagogica, oltre a indicazioni operative sul numero massimo di bambini coinvolgibili e sull’organizzazione degli spazi. Secondo quanto riportato, l’avvio effettivo delle sperimentazioni sarebbe stato finora limitato al solo quartiere di Povo, dove il progetto ha coinvolto inizialmente 9 bambini nel gennaio 2025, saliti poi a 15 nel settembre dello stesso anno. La Provincia respinge inoltre l’idea che eventuali ritardi o mancate attivazioni siano imputabili esclusivamente al livello provinciale, sostenendo che le condizioni tecniche e amministrative per procedere sarebbero già messe a disposizione del Comune. Nel testo si ricorda anche l’approvazione recente della legge provinciale n. 1 del 2026, entrata in vigore lo scorso marzo, che disciplina il quadro dei servizi integrati zerosei e prevede successivi atti attuativi della Giunta per definirne standard, organizzazione e modalità operative. Il messaggio politico è netto: evitare letture “parziali o strumentali” che, secondo la Provincia, rischiano di alimentare contrapposizioni tra enti e confusione tra le famiglie. L’appello finale è alla collaborazione istituzionale e a una rappresentazione completa dei fatti, anche attraverso il confronto nelle sedi consiliari. |
Nidi d’infanzia a Trento, scontro istituzionale sulla gestione degli “zerosei”
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