Memoria dimezzata e messaggi privati in aula: lo scontro sulla Sloi travolge Ianeselli

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Il Sindaco frena sulla nuova targa e scivola sul galateo istituzionale pur di arginare la battaglia di Onda

La memoria storica di una città non dovrebbe essere oggetto di mediazioni al ribasso, né tantomeno di scivoloni di stile in Aula. Eppure, il dibattito in Consiglio comunale sulla ferita ancora aperta della Sloi – la fabbrica che per un decennio ha prodotto piombo tetraetile registrando oltre 1.100 casi di intossicazione e infortuni – ha offerto uno spettacolo tutt'altro che lineare, segnato dagli attriti tra la consigliera di Onda Giulia Bortolotti e il sindaco Franco Ianeselli.

Al centro della contesa, un ordine del giorno volto a onorare il ricordo del disastro ambientale e umano della Sloi. La proposta originaria di Giulia Bortolotti e Alessia Tarter (Onda) parlava chiaro: installare una nuova targa in piazza General Cantore e organizzare una commemorazione ufficiale entro sei mesi. Una richiesta sacrosanta per dare visibilità a una targa posata nel novembre 2023 in un luogo poco visibile e senza alcuna cerimonia ufficiale.

Tuttavia, l'amministrazione Ianeselli ha preferito la strada del rinvio e del depotenziamento, imponendo un testo di mediazione che dilata i tempi: niente targa nell'immediato, ma un semplice momento di ricordo legato all'alluvione del 1966 e un evento strutturato solo nel 2028, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'incendio.

Il Sindaco ha giustificato la sua contrarietà allo spostamento della targa e la scelta originaria di non fare cerimonie ufficiali con il timore di "strumentalizzazioni politiche" legate alle polemiche sul Bypass. Una scusa che la figlia di una delle vittime storiche, Cinzia Giovannini, ha accolto con profonda amarezza. Come ha giustamente rimarcato Bortolotti in Aula: «Non possiamo far aspettare i familiari altri due anni», riporta l'Adige.

Ma la polemica è divampata soprattutto quando Ianeselli, per difendere la propria posizione e sostenere di aver concordato la modifica dell'ordine del giorno, ha superato i confini della correttezza istituzionale leggendo pubblicamente in Aula un messaggio privato intercorso con la consigliera Bortolotti. Un gesto che ha sollevato l'indignazione delle opposizioni: Bortolotti lo ha definito «irritante e poco educato», la Lega ha parlato di «caduta di stile» inaccettabile e Fdl ha accusato il primo cittadino di una totale «mancanza di sensibilità».

A nulla sono valse le successive precisazioni del Sindaco nel tentativo di sgonfiare il caso. Resta il fatto che, dietro la retorica di una "commemorazione che deve essere unificante", la giunta Ianeselli ha preferito silenziare l'urgenza sollevata da Onda, dimostrando una flemma burocratica che offende la memoria di quanti finirono persino in ospedale psichiatrico a causa dei sintomi dell'intossicazione da piombo. Una brutta pagina per Palazzo Thun, dove le ragioni della politica e del decoro istituzionale sono state sacrificate pur di non dare ragione a chi difende la storia operaia della città.