![]() Durante il pontificale per San Vigilio il messaggio alla comunità trentina: la pace come cuore del Vangelo, non come semplice scelta accessoria Un forte richiamo alla pace come elemento centrale della vita cristiana è arrivato dall’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, durante il pontificale per la festa di San Vigilio, patrono della diocesi e del capoluogo trentino. Nel suo intervento, il presule ha invitato i fedeli a costruire comunità fondate sulla pace: «Vi invito ad essere comunità abitate dalla pace. La pace è l'identità del Vangelo, non c'è alternativa, non puoi essere uomo del Vangelo se aderisci alle logiche della violenza». Richiamando le lettere di San Vigilio e il riferimento ai martiri d’Anaunia, Tisi ha ricordato come, secondo la tradizione, la radice dell’odio fosse proprio il rifiuto della pace: «Se si cerca la causa dell'odio, il motivo fu la pace». Un messaggio che l’arcivescovo ha definito attuale anche oggi, in un contesto in cui, ha osservato, chi si impegna per la pace rischia spesso di essere sottovalutato o giudicato ingenuo. Per Tisi, la pace non è un tema secondario né un’aggiunta alla fede: è la sua sostanza. «La pace non è un tema marginale o accessorio della vita cristiana. La pace non è un'aggiunta del Vangelo, non è una questione tra le altre, non è un opzionale della partita evangelica. La pace è il Vangelo», ha ribadito. Infine, il richiamo a un’idea di pace che non significa estraneità ai conflitti o passività: «La pace non è neutralità né fuga dal conflitto. Non significa negare l'aggressività che abita l'umano, ma rifiutare di rispondere al male con il male. Vince chi resta umano». |
Trento, l’arcivescovo Tisi: la pace non è neutralità ma rifiuto del male
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