![]() Dopo oltre 3mila visitatori a Trento, il progetto fotografico di Sabrina Shannon Santorum torna nei luoghi d’origine della storia: un percorso immersivo tra memoria familiare, arte e riflessione sul trauma intergenerazionale Dopo il buon riscontro ottenuto a Trento, dove ha registrato più di 3mila presenze, la mostra “Buried Love” si sposta a Borgo Valsugana, riportando l’esposizione proprio nel territorio che fa da sfondo alla vicenda narrata. Il progetto fotografico e artistico di Sabrina Shannon Santorum affronta il tema della violenza domestica e delle sue conseguenze nel tempo, attraverso una lettura che intreccia memoria personale e dimensione collettiva. L’opera prende le mosse da una storia familiare segnata da abusi, silenzi e rimozioni, e si sviluppa come un’indagine sul trauma intergenerazionale. Attraverso fotografie d’archivio, materiali privati, installazioni e linguaggi multimediali, l’autrice ricostruisce una genealogia femminile segnata dalla sofferenza e dal silenzio, trasformando un vissuto intimo in un racconto universale. Il progetto sarà accompagnato, il 18 luglio, dalla giornata di studi “I panni sporchi (non) si lavano in famiglia. Un’indagine sul trauma intergenerazionale”, dedicata all’analisi dei meccanismi psicologici e sociali legati alla trasmissione del trauma e alla violenza in ambito domestico. “Portare la mostra a Borgo Valsugana ha un valore simbolico forte”, spiega l’autrice Sabrina Shannon Santorum. “È il territorio in cui questa storia affonda le radici, ma anche quello in cui il silenzio e la vergogna hanno spesso contribuito a nascondere episodi di violenza. L’obiettivo del progetto non è solo raccontare, ma rompere un ciclo che si ripete da generazioni”. Il percorso espositivo si articola in una narrazione immersiva che alterna fotografie, installazioni audiovisive, materiali d’archivio e contributi testuali. Il paesaggio alpino diventa parte integrante dell’allestimento, assumendo un valore simbolico di isolamento ma anche di possibile rinascita. Elemento centrale della mostra è un tunnel sensoriale in cui si intrecciano le voci dell’autrice e della nonna, mentre uno spazio finale invita i visitatori a lasciare testimonianze anonime, trasformando la visita in un momento di condivisione. La giornata di approfondimento del 18 luglio vedrà la partecipazione di studiosi e ricercatori dell’Università di Padova e dell’Università di Trento, con interventi dedicati agli effetti dello stress relazionale cronico e ai percorsi di intervento sui casi di maltrattamento infantile. Nel pomeriggio spazio anche a progetti editoriali e testimonianze artistiche legate alla trasmissione dei traumi tra generazioni.ti |
“Buried Love” approda in Valsugana: a Borgo una mostra che racconta il trauma e spezza il silenzio sulla violenza domestica
Read “Buried Love” approda in Valsugana: a Borgo una mostra che racconta il trauma e spezza il silenzio sulla violenza domestica on Trentino24
