Trento, polemica in Giunta: il sindaco avrebbe affidato agli impiegati del Comune la gestione dei social personali

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In consiglio comunale la consigliera di Onda, Giulia Bortolotti, solleva due questioni: presunte differenze di trattamento nell’accesso alle risorse interne e l’utilizzo di dipendenti comunali per contenuti destinati anche ai profili personali del primo cittadino

A Trento si apre un confronto politico sulla gestione della comunicazione istituzionale del Comune. Nel corso della discussione di un’interrogazione in consiglio comunale, la consigliera di Onda Giulia Bortolotti ha posto l’attenzione su due aspetti che, a suo avviso, presenterebbero criticità.

La prima riguarda una possibile disparità di trattamento tra il sindaco e gli altri consiglieri nell’accesso alle risorse e nelle modalità di utilizzo degli strumenti interni. Secondo quanto riportato dalla consigliera, la motivazione fornita dalla presidenza — legata alla qualifica di dipendenti comunali — non sarebbe sufficiente a chiarire in modo adeguato le differenze riscontrate.

Il secondo punto sollevato riguarda invece l’impiego di personale del Comune per attività di comunicazione che, secondo la consigliera, finirebbero anche sui profili social personali del sindaco. Una modalità che, sempre secondo Bortolotti, pone interrogativi sul confine tra informazione istituzionale e comunicazione legata alla figura politica del primo cittadino.

La consigliera ha richiamato anche alcuni episodi specifici, tra cui la gestione dei contenuti relativi all’inaugurazione della piscina. In quell’occasione, i video realizzati dal personale comunale non sarebbero stati pubblicati sui canali ufficiali dell’ente, ma utilizzati prevalentemente sui profili social personali del sindaco.

Una prassi che, secondo Bortolotti, contribuisce a rendere meno netto il confine tra comunicazione pubblica e narrazione politica personale. Pur riconoscendo che il tema non riguardi necessariamente la legittimità delle scelte adottate, la consigliera ha sottolineato come, a suo avviso, sarebbe preferibile maggiore sobrietà per evitare possibili equivoci tra ruolo istituzionale e promozione personale.