Caldo record, cresce l'allarme nelle fabbriche trentine

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Il report della Cisl: aumentano i lavoratori esposti a condizioni critiche. Triplicati i casi con sintomi gravi, più colpite le donne

La seconda ondata di calore che ha interessato il Trentino nella seconda metà di giugno sta aggravando le condizioni di lavoro all'interno degli stabilimenti produttivi. A lanciare l'allarme è il secondo report del Coordinamento Industria della Cisl del Trentino, che evidenzia un sensibile peggioramento del disagio termico percepito dai lavoratori, in particolare nel comparto metalmeccanico.

L'indagine, condotta su 112 dipendenti appartenenti ad almeno 28 aziende, fotografa una situazione sempre più critica. Quasi nove lavoratori su dieci (89,3%) segnalano infatti almeno un fattore oggettivo di rischio legato alle alte temperature.

I dati mostrano un netto peggioramento rispetto alla precedente rilevazione. La quota di lavoratori che definisce il disagio "elevato" o "estremo" passa dal 40% al 56,5%, mentre la fascia di chi denuncia una situazione "estremamente elevata" cresce dal 2% al 12,9%.

Ancora più significativo il dato relativo agli effetti sulla salute: i lavoratori che dichiarano di aver accusato almeno un sintomo grave legato al caldo sono quasi triplicati, passando dal 12% al 29%.

L'indagine mette inoltre in luce alcune differenze significative. Le lavoratrici riferiscono livelli di disagio superiori rispetto ai colleghi uomini: il 61% delle donne dichiara condizioni di forte sofferenza, contro il 41% degli uomini. Inoltre, oltre la metà dei partecipanti al monitoraggio segnala la presenza di almeno un fattore di suscettibilità individuale, elemento che può aumentare il rischio di conseguenze per la salute.

A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono le condizioni meteorologiche eccezionali registrate nelle ultime settimane. Il 24 giugno il termometro ha raggiunto i 35 gradi a Trento e i 37,1 gradi a Rovereto, con diverse notti tropicali e l'attivazione dell'allerta arancione dal 27 giugno, valori considerati storicamente insoliti per il mese di giugno in provincia.

Il Coordinamento Industria della Cisl del Trentino annuncia che il monitoraggio proseguirà anche nelle prossime settimane. L'obiettivo, sottolinea il sindacato, non è fermare la produzione, ma favorire interventi di prevenzione affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori prevalga quando il caldo diventa un rischio concreto.