Bypass, Ianeselli resta irremovibile anche davanti al fallimento del cronoprogramma

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Nell’intervista rilasciata a L’Adige, il sindaco di Trento difende senza esitazioni la circonvallazione ferroviaria, nonostante il progetto sia uscito dal Pnrr, accumuli anni di ritardo e resti al centro di polemiche ambientali e giudiziarie

Il giorno in cui sarebbe dovuta concludersi l’opera finanziata inizialmente con i fondi del Pnrr, il sindaco di Trento Franco Ianeselli sceglie di rilanciare, ribadendo che sul bypass ferroviario «non si torna più indietro». Lo fa in un’intervista concessa a L’Adige, nella quale conferma il pieno sostegno a un’infrastruttura che, rispetto al cronoprogramma originario, ha ormai accumulato un ritardo di diversi anni.

La circonvallazione ferroviaria avrebbe dovuto essere completata entro il 30 giugno 2026, termine fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oggi, invece, il traguardo è stato spostato al 2033, con un aumento dei costi e un’opera che nel frattempo è uscita dal finanziamento europeo per passare a quello statale.

Nonostante questo scenario, Ianeselli difende la scelta e sostiene che il bypass resti strategico per il futuro della città e per il trasferimento del traffico merci dalla gomma alla rotaia. Il sindaco si dice inoltre favorevole a proseguire il percorso verso l’interramento anche del traffico passeggeri, immaginando un’evoluzione ancora più ampia del progetto.

Una posizione che continua però a dividere la città. Le contestazioni non riguardano soltanto i tempi e i costi dell’intervento, ma anche gli aspetti ambientali. L’area dello Scalo Filzi resta infatti al centro dell’attenzione per la presenza di terreni contaminati, con una parte ancora sottoposta a sequestro da parte della magistratura. Parallelamente prosegue il confronto con i comitati contrari all’opera, che da tempo chiedono maggiore trasparenza sulle bonifiche e sul monitoraggio ambientale.

Proprio sul tema dei controlli si concentra un’altra critica. Il movimento No Tav accusa infatti l’Osservatorio provinciale sul bypass di non garantire sufficiente trasparenza nella gestione delle informazioni e delle verifiche ambientali, contestando in particolare le modalità con cui vengono pubblicati dati e verbali.

Nel frattempo il cantiere resta sostanzialmente fermo nella sua fase più delicata. Gli scavi veri e propri non sono ancora iniziati e, secondo il nuovo cronoprogramma, partiranno soltanto dal lato sud della città, mentre resta sospesa la soluzione definitiva per le aree ancora sequestrate.

Le dichiarazioni del sindaco a L’Adige arrivano quindi in un momento simbolico: proprio mentre scadevano i termini del Pnrr entro i quali il bypass avrebbe dovuto essere completato. Un’opera che, a distanza di anni dall’annuncio, continua ad alimentare forti divisioni politiche e cittadine, con una conclusione che oggi appare ancora lontana.