![]() Il report C.R.E.A. Sanità premia il sistema sanitario provinciale, alle spalle del Veneto. Eppure solo l'8% dei trentini ritiene che il servizio sia migliorato: è il dato più basso del Paese
La sanità del Trentino si conferma tra le migliori d'Italia. A certificarlo è il nuovo Report sulle Performance Regionali del Sistema sanitario italiano, realizzato dal C.R.E.A. Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) e presentato a Roma, che colloca la provincia autonoma al secondo posto nazionale, alle spalle del Veneto. Il risultato emerge dall'analisi di sei indicatori fondamentali – appropriatezza, sostenibilità economico-finanziaria, equità, esiti, innovazione e ambito sociale – che misurano la capacità dei sistemi sanitari regionali di garantire tutela della salute ai cittadini. Il Trentino raggiunge il 62% del valore massimo teorico della performance, dietro soltanto al Veneto (64%) e davanti a Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche e Alto Adige. Accanto all'ottimo piazzamento emerge però un dato che gli stessi estensori del rapporto definiscono anomalo: appena il 8% dei trentini ritiene che la sanità provinciale sia migliorata negli ultimi anni. Si tratta della percentuale più bassa d'Italia, ben distante dalla media nazionale, che si attesta attorno al 20%. Un vero e proprio paradosso, tanto che il report definisce questo dato un "outlier", ovvero un valore statisticamente anomalo rispetto al resto del Paese. Secondo gli esperti, il fenomeno merita un approfondimento perché potrebbe racchiudere elementi utili a comprendere il divario tra la qualità effettiva dei servizi e la percezione dei cittadini. Tra le possibili spiegazioni pesa anche il susseguirsi di criticità vissute negli ultimi mesi, come il guasto, nell'arco di appena 24 ore, di entrambe le Tac e di entrambe le risonanze magnetiche dell'ospedale di Rovereto, episodi che hanno inevitabilmente inciso sulla fiducia degli utenti. Entrando nel dettaglio, il report evidenzia che la percezione di miglioramento è particolarmente bassa nelle prestazioni ambulatoriali (4,5%), nell'assistenza domiciliare e residenziale (5,9%) e nei servizi di prevenzione (7,3%), quest'ultimo dato nettamente inferiore al 36,4% registrato dal Veneto. Sul fronte delle performance, invece, il Trentino ottiene risultati positivi in numerosi indicatori. Tra i punti di forza figurano la spesa sanitaria pubblica pro capite, le coperture vaccinali pediatriche e il ricorso agli interventi con tecniche mini-invasive. Restano invece criticità nelle Case della Comunità, nella mobilità sanitaria passiva, nell'assistenza domiciliare agli anziani e nei ricoveri evitabili legati alle patologie croniche. Lo studio evidenzia inoltre come, tra il 2019 e il 2025, tutte le regioni abbiano registrato un miglioramento delle proprie performance sanitarie. Gli incrementi più significativi riguardano Toscana, Calabria, Veneto e Trentino, mentre Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte mostrano progressi più contenuti. Nel complesso permane comunque un marcato divario tra i diversi sistemi sanitari regionali: circa un terzo dei territori italiani non raggiunge infatti il 90% del valore massimo di performance previsto dall'indagine. Secondo gli autori del rapporto, resta infine una criticità trasversale: i cittadini riconoscono soprattutto i miglioramenti nei servizi ospedalieri più utilizzati, mentre continuano a percepire come insufficienti le prestazioni della sanità territoriale, confermando una distanza tra i risultati misurati dagli indicatori e l'esperienza quotidiana degli utenti. |
Sanità, il Trentino è secondo in Italia. Ma i cittadini non percepiscono i miglioramenti
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