![]() La Giunta provinciale approva un progetto biennale con 48 posti letto in otto RSA del Trentino per rispondere alla crescente domanda di accoglienza per anziani non autosufficienti ma in salute Offrire risposte più flessibili e adeguate ai reali bisogni delle persone anziane, utilizzando in modo più efficiente i posti letto disponibili nelle strutture residenziali. È questo l’obiettivo della sperimentazione biennale approvata dalla Giunta provinciale che introduce una nuova tipologia di accoglienza nelle RSA: i cosiddetti nuclei a “minor fabbisogno assistenziale”. Il progetto prevede l’attivazione di spazi dedicati all’interno delle RSA già esistenti, pensati per anziani non autosufficienti che necessitano di una sistemazione protetta ma non richiedono un livello elevato di cure sanitarie continuative. L’iniziativa è stata elaborata da un gruppo di lavoro che ha coinvolto Provincia, ASUIT, gestori delle strutture e Spazio Argento. Secondo quanto spiegato dall’assessore alla salute e alle politiche sociali, Mario Tonina, la domanda di posti in strutture residenziali è in costante aumento. L’incremento di 100 posti introdotto nel 2025 ha permesso di rispondere alle situazioni più urgenti, ma non è ancora sufficiente a coprire tutte le richieste, soprattutto quelle legate a bisogni meno complessi. Da qui la scelta di adattare alcuni spazi delle RSA già disponibili, partendo dalle aree con maggiore necessità. L’assessore ha sottolineato anche il cambiamento demografico in atto, con una popolazione sempre più anziana e una riduzione delle nascite, elementi che rendono necessario ripensare l’organizzazione dei servizi. Ha inoltre ricordato un percorso di ascolto diretto sul territorio, attraverso visite alle strutture e confronti con operatori, gestori e famiglie, da cui è nata l’idea della sperimentazione. Nella fase iniziale, i nuovi nuclei saranno composti da almeno cinque posti letto e inseriti in spazi separati all’interno delle RSA coinvolte. La sperimentazione durerà due anni, dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2028, e prevede complessivamente 48 posti letto distribuiti in otto strutture del territorio. A Rovereto la Casa Sacra Famiglia metterà a disposizione il nucleo più ampio, con 10 posti. A Pergine Valsugana l’APSP S. Spirito Fondazione Montel attiverà 6 posti, con avvio previsto dal 1° gennaio 2027 o al termine dei lavori in corso. Ad Arco e Brentonico le rispettive APSP parteciperanno con 6 posti ciascuna. A Trento, Lavis, Malè e Predaia le APSP locali attiveranno invece nuclei da 5 posti ciascuna. Il progetto ha un costo stimato per il 2026 di 218.270,70 euro a carico del servizio sanitario provinciale. Per ogni posto letto occupato sarà riconosciuta alle strutture una tariffa giornaliera di 53,77 euro. L’intero percorso sarà monitorato da un’équipe specializzata, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia e verificare l’eventuale estensione del modello all’intera rete provinciale delle RSA. |
RSA, al via dal 1° ottobre 2026 la sperimentazione dei nuovi nuclei con assistenza ridotta nelle strutture trentine
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