Appalti, l'Alleanza Democratica e Autonomista del Trentino attacca Fugatti: «Prima chiuda i cantieri aperti, poi pensi a nuove norme»

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I gruppi consiliari contestano la proposta sugli appalti che punta ad accelerare alcuni affidamenti con il criterio del minor prezzo: «Così si penalizzano imprese, qualità delle opere e sicurezza dei lavoratori»

L'Alleanza Democratica e Autonomista boccia la proposta della Giunta provinciale del Trentino di introdurre, nell'assestamento di bilancio, una norma che consentirebbe di accelerare alcuni affidamenti attraverso il criterio del minor prezzo. Per i gruppi consiliari si tratta di una scelta «sbagliata e inaccettabile», dettata dalla volontà del presidente Maurizio Fugatti di aprire entro la fine della legislatura cantieri rimasti fermi negli ultimi otto anni.

Secondo l'Alleanza, il ritardo nell'avvio delle opere non dipenderebbe dalle modalità di affidamento, ma dall'inerzia amministrativa. Per questo, sostengono i consiglieri, non è accettabile tentare di recuperare il tempo perduto scaricando il peso della scelta sulle imprese trentine, sulla qualità delle opere e sulla sicurezza dei lavoratori.

Nel mirino finisce anche la situazione dei numerosi cantieri ancora bloccati sul territorio provinciale: per l'opposizione rappresentano il segno di una gestione amministrativa inefficiente e dovrebbero essere la priorità dell'esecutivo prima di introdurre nuove procedure.

L'Alleanza contesta inoltre il ricorso al criterio del minor prezzo, ritenendo irrilevante la distinzione terminologica rispetto al massimo ribasso. A suo giudizio, il risultato resta quello di privilegiare esclusivamente l'offerta economica più bassa, con il rischio di aumentare varianti in corso d'opera, contenziosi, ricorsi e ritardi, ottenendo l'effetto opposto rispetto all'accelerazione annunciata. Una scelta che, secondo i consiglieri, contrasterebbe anche con gli obiettivi ESG e con un modello europeo che valorizza sostenibilità, qualità e valore sociale del lavoro.

Per i gruppi consiliari le criticità da affrontare sono altre: il potenziamento di APAC, il rafforzamento degli uffici dell'urbanistica e lo smaltimento delle pratiche che tengono fermi per mesi i piani regolatori comunali. Nell'assestamento, invece, vedono una distribuzione di risorse «a pioggia» e l'assenza di interventi strutturali, in un contesto che, a loro avviso, ha già il sapore della campagna elettorale.

L'Alleanza Democratica e Autonomista chiede infine il ritiro della norma e annuncia battaglia in Consiglio provinciale per impedirne l'approvazione, ribadendo la volontà di tutelare il lavoro delle imprese locali, la qualità delle opere pubbliche e un modello di amministrazione ritenuto più efficace.