![]() Associazioni e commercianti chiedono interventi più incisivi Il nuovo piano del Comune per affrontare i problemi della movida nel centro storico non convince né residenti né commercianti. La Giunta comunale ha approvato in via sperimentale un modello di "accordo di collaborazione per la convivenza e il decoro urbano", con l'obiettivo di coinvolgere esercenti e cittadini nella gestione delle aree più critiche della città. La proposta, però, è stata accolta con numerose perplessità. Il provvedimento non introduce nuove ordinanze, ma propone uno strumento di collaborazione tra amministrazione, residenti e gestori dei locali per limitare i disagi legati alla vita notturna. Gli esercenti che aderiranno si impegneranno a rispettare una serie di prescrizioni, tra cui la chiusura anticipata delle attività con sgombero degli spazi esterni, il controllo del plateatico, il divieto di diffusione sonora durante eventi specifici e la pulizia delle aree entro le prime ore del mattino. L'accordo prevede inoltre la possibilità di ampliare temporaneamente il suolo pubblico in concessione per un numero limitato di eventi, a fronte del rispetto degli impegni sottoscritti. In caso di violazioni, è previsto un sistema di sanzioni progressive fino alla revoca dell'intesa. Tra i primi a esprimere dubbi c'è Walter Botto, presidente degli esercenti di Confcommercio, che invita ad attendere i risultati concreti prima di giudicare il provvedimento. Secondo Botto, gli operatori sono pronti a fare la propria parte, ma chiedono chiarezza sulle responsabilità e interventi efficaci contro chi provoca realmente i disagi. Ancor più critica la posizione del Comitato Antidegrado Città di Trento. La portavoce Paola Lucin riconosce il tentativo dell'amministrazione di affrontare il problema, ma ritiene insufficiente la soluzione proposta. Secondo il comitato, il rischio è quello di trasferire sugli esercenti responsabilità che spettano principalmente ai controlli e all'applicazione delle norme già esistenti. Perplessità vengono espresse anche sulla figura del referente unico prevista dall'accordo, ritenuta poco efficace per la gestione delle segnalazioni dei residenti. Di diverso avviso la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli, che difende il progetto sottolineando come rappresenti un primo tentativo di conciliare esigenze spesso contrapposte. L'obiettivo, spiega, è trovare un equilibrio tra il diritto dei cittadini al riposo e le necessità economiche delle attività che animano il centro storico, attraverso un dialogo costante tra tutte le parti coinvolte. Il confronto resta dunque aperto. Da una parte l'amministrazione punta sulla collaborazione per migliorare la convivenza urbana, dall'altra residenti ed esercenti chiedono misure più concrete per affrontare in maniera definitiva il problema della malamovida che, soprattutto nei fine settimana, continua a interessare alcune zone del centro di Trento. |
Trento, il piano anti-movida divide: residenti ed esercenti bocciano gli accordi del Comune
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