![]() L’iniziativa del sindacato degli inquilini parte da un condominio di Rovereto e punta a verifiche su centinaia di edifici ITEA in Trentino Il sindacato degli inquilini della SUNIA della CGIL ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere di verificare un possibile danno alle risorse pubbliche nella gestione dei contratti per l’energia in alcuni condomini gestiti da ITEA. L'indagine, portata avanti tramite l’avvocato Giovanni Guarini del Foro di Rovereto, nasce dopo diverse segnalazioni di inquilini che hanno denunciato bollette del riscaldamento e dell’acqua calda giudicate troppo alte. Al centro della vicenda c’è un condominio a proprietà mista a Rovereto, dove vivono sia assegnatari ITEA sia proprietari privati. In questo stabile ITEA detiene la maggioranza dei millesimi (507 su 1000) ed è quindi il principale soggetto nelle decisioni condominiali. Secondo il SUNIA, proprio questo ruolo sarebbe stato decisivo nell’approvazione di un contratto per la fornitura di energia con un operatore privato. Per fare chiarezza, il sindacato ha incaricato una società specializzata di analizzare le bollette della stagione termica 2021-2022. Da questa verifica, secondo quanto riferisce il SUNIA, sarebbero emerse criticità che hanno portato alla decisione di rivolgersi alla magistratura contabile. Nell’esposto si chiede di accertare se la scelta di non utilizzare convenzioni centralizzate per l’acquisto dell’energia e di affidarsi invece a un fornitore privato abbia comportato un aumento dei costi per ITEA. Se questo aumento risultasse ingiustificato, per il sindacato potrebbe configurarsi un possibile danno per le risorse pubbliche, con ricadute anche sugli inquilini e sui proprietari degli alloggi. Il SUNIA sottolinea inoltre che il caso potrebbe non essere isolato: ITEA è presente in circa 590 condomini in Trentino. Per questo il sindacato chiede alla Corte dei Conti di estendere le verifiche a situazioni analoghe. «Ci siamo mossi per tutelare i nostri associati, inquilini e assegnatari ITEA che si sono visti arrivare bollette molto alte, in alcuni casi fino a 6.500 euro», ha dichiarato Manuela Faggioni Sella, segretaria generale del SUNIA del Trentino. «Ma non si tratta solo degli inquilini: è necessario fare chiarezza sull’uso delle risorse pubbliche e verificare se chi rappresentava ITEA abbia agito con la dovuta attenzione nella gestione del denaro dei cittadini». |
Bollette fino a 6.500 euro nelle case popolari del Trentino: il Sunia della CGIL presenta un esposto alla Corte dei Conti
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