Brentonico: verso il referendum sui vigneti: paesaggio, acqua e limiti giuridici

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180 giorni per raccogliere 350 firme, fra accuse di ostruzionismo al comune e repliche sui limiti indicati dalla Commissione provinciale

Brentonico: il referendum comunale per limitare l’espansione dei vigneti nel territorio del comune (con un regolamento comunale ad hoc, che dovrebbe essere più stringente delle regole attuali) - si potrà fare (se saranno raccolte 350 firme di residenti) ma ci sono dei limiti alle delibere che il consiglio comunale potrà adottare.

La Commissione provinciale per i procedimenti referendari ha approvato, il 22 giugno, il testo del quesito proposto dal comitato Biodiversità e Salute. Dopo un ulteriore passaggio di chiarimento richiesto dal comune alla Commissione, l’amministrazione ha fornito i necessari moduli per la raccolta delle firme (10% degli aventi diritto) necessarie per poter far partire la macchina referendaria. Ci sono 180 giorni a partire dalla data del 22 giugno.

L’assessore all’agricoltura e ambiente Alessio Bertolli risponde alle critiche del comitato promotore Biodiversità e Salute, secondo le cui dichiarazioni l’amministrazione avrebbe frapposto ostacoli alla democrazia diretta, ritardando ad esempio la predisposizione dei moduli ( i promotori hanno inviato una diffida al comune ed al Difensore civico).

La nostra amministrazione non è assolutamente contraria alla democrazia diretta ed alla partecipazione, anzi, infatti abbiamo organizzato un percorso di confronto proprio sul tema dei vigneti, però la Commissione provinciale per i procedimenti referendari aveva evidenziato la mancanza della validazione delle firme, quindi abbiamo richiesto che questa venisse fatta come amministrazione”.

Ci sono poi oggettivi limiti giuridici a quel che il consiglio comunale potrebbe fare se passasse il quesito referendario:, spiega l’assessore “Se il quesito referendario passasse, il consiglio comunale comunque sarebbe molto limitato come campo d'azione, perché il regolamento non potrebbe contenere aspetti riguardanti l'urbanistica e non potrebbe vincolare in maniera eccessiva la proprietà privata e il diritto di impresa”.

La Commissione chiarisce anche che il futuro regolamento dovrà operare solo per il futuro, “senza efficacia retroattiva penalizzante” sulle situazioni agricole già legittimamente esistenti. Inoltre, le eventuali misure dovranno essere fondate su “criteri scientifici oggettivi e rigorosi” e non potranno tradursi in una sostanziale interdizione dell’attività agricola o in un vincolo espropriativo senza indennizzo.

I passaggi precedenti erano stati da parte dell’amministrazione nel 2025 il progetto partecipato “Vigneti in alta quota?”, coinvolgendo cittadini, agricoltori, associazioni, portatori di interesse con obiettivo individuare criteri condivisi per l’eventuale sviluppo della viticoltura, con il supporto e la consulenza della società Agenda 21 Consulting.

Per parte del comitato, prima della proposta formale di referendum, quest’anno erano state raccolte mille firme in calce ad una petizione.

La preoccupazione è per la perdita di paesaggio, pascoli, biodiversità, e per l’elevato consumo di acqua che le viti richiedono (Brentonico ha visto proprio nei primi giorni di luglio un’ordinanza del sindaco, con restrizioni all’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto).

Il Comitato ha spiegato che non intende penalizzare i piccoli produttori e i vignaioli locali ed il loro lavoro storico in altopiano ma che il pericolo viene dalle grandi aziende e dalla monocoltura.