Gestione rifiuti in Trentino: la svolta tecnica punta su Ischia Podetti

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Presentata la relazione ufficiale all'Egato

La pianificazione strategica per la chiusura del ciclo dei rifiuti nella provincia di Trento ha raggiunto una svolta decisiva. Il tavolo tecnico provinciale ha espresso il proprio parere favorevole individuando nell'area dell'attuale discarica di Ischia Podetti il sito ideale per la realizzazione del futuro impianto di termovalorizzazione. La relazione dettagliata, recentemente consegnata all'Egato dall'assessora provinciale Giulia Zanotelli, delinea un percorso volto a garantire stabilità economica ed ecologica al territorio, offrendo una risposta concreta alla necessità di trattare in loco i residui non riciclabili.

La scelta di Ischia Podetti risponde a precisi requisiti di carattere logistico e geografico. L'area possiede già le infrastrutture di collegamento necessarie e una storica destinazione d'uso legata allo smaltimento, minimizzando l'impatto sul consumo di nuovo suolo. L'impianto sarà dimensionato per trattare esclusivamente i rifiuti urbani residui prodotti all'interno dei confini provinciali, escludendo flussi esterni e tutelando la comunità locale dalle oscillazioni imprevedibili del mercato dello smaltimento.

L'analisi dei costi evidenzia l'urgenza dell'opera: la spesa per il trasferimento dei rifiuti fuori regione è quadruplicata negli ultimi quindici anni, passando dagli 80 euro a tonnellata del 2010 alle stime di ben 250 euro a tonnellata previste per il 2025. Un trend insostenibile che grava sulle casse pubbliche. Per mitigare l'impatto sul territorio ospitante, il Comune di Trento beneficerà di un ristoro economico annuo pari a 700 mila euro, configurato come compensazione stabile per la presenza della struttura.

Nonostante gli eccellenti risultati della raccolta differenziata in provincia, stabilmente attestata al 82,7%, la relazione tecnica smonta l'illusione che la sola separazione dei materiali possa azzerare il problema. Il materiale raccolto contiene inevitabilmente impurità e frazioni non valorizzabili. Gli esperti indicano nel 85% il limite massimo realistico di riciclo effettivo, lasciando indenne una quota di migliaia di tonnellate di scarti (compresi materiali complessi, tessili sanitari e fanghi da depurazione biologica) che richiedono un trattamento definitivo. La tecnologia del termovalorizzatore è stata giudicata nettamente superiore rispetto ad alternative come la gassificazione, risultando sia economicamente più sostenibile che tecnicamente più efficiente nel recupero di energia termica ed elettrica.

Quadro tecnico e finanziario dell'opera:

  • Capacità dell'impianto: Progettato per smaltire 80 mila tonnellate annue di rifiuti residui (su una produzione totale provinciale in crescita).

  • Investimento complessivo: 167 milioni di euro per la costruzione. Le opzioni alternative (gassificazione) avrebbero costi fino a tre volte superiori.

  • Costi di gestione e ricavi: Spese operative annue stimate in 11,3 milioni di euro, a fronte di ricavi attesi per 22,8 milioni di euro, derivanti anche dalla cessione di energia elettrica alla rete a 95 euro/MWh.

  • Impatto ambientale: Emissioni di ossidi di azoto e polveri inferiori di un terzo rispetto all'impianto di Bolzano, ampiamente entro i limiti di legge. Si prevede una produzione di circa 80-100 mila tonnellate di CO₂ all'anno.