![]() Inflitti quasi 87 anni di carcere agli imputati coinvolti nella rete internazionale di riciclaggio
Si conclude con 27 condanne il primo filone processuale della vasta inchiesta sul riciclaggio dei proventi del traffico internazionale di stupefacenti, coordinata dalla Procura distrettuale di Trento e sviluppata dalla Guardia di Finanza. Davanti al giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trento sono stati definiti, attraverso riti abbreviati e patteggiamenti, i procedimenti nei confronti degli imputati ritenuti appartenenti all'organizzazione criminale transnazionale smantellata nel 2023. Il bilancio del procedimento è di 27 condanne e 10 assoluzioni. Le pene complessivamente inflitte ammontano a 86 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di associazione per delinquere e riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico internazionale. Contestualmente il giudice ha disposto la confisca diretta e per equivalente di beni e disponibilità economiche per un valore superiore ai 27,3 milioni di euro, ritenuti frutto delle attività illecite contestate. L'indagine aveva preso avvio nel 2019 e aveva raggiunto il suo momento culminante nel maggio 2023 con una vasta operazione della Guardia di Finanza di Trento, realizzata con il supporto dello S.C.I.C.O., di numerosi reparti del Corpo, della squadra di polizia giudiziaria della Procura e di Europol. In quell'occasione erano state eseguite 42 misure cautelari in carcere, cinque delle quali all'estero, tra Colombia e Spagna, oltre al sequestro di beni per oltre 18,5 milioni di euro. Nel corso delle investigazioni sono finite sotto inchiesta complessivamente 47 persone, 26 delle quali straniere, tra cittadini colombiani, marocchini, albanesi e siriani. Secondo gli inquirenti, il gruppo operava come una struttura criminale internazionale specializzata nel riciclaggio dei proventi del traffico di droga riconducibile ai cartelli sudamericani. Le indagini hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di riciclaggio attivo in numerosi Paesi europei ed extraeuropei. L'organizzazione, secondo l'accusa, utilizzava società, intermediari finanziari, conti correnti esteri e sofisticati meccanismi di trasferimento del denaro per occultarne l'origine illecita e reimpiegare i capitali nell'economia legale. L'operazione è stata possibile anche grazie a una vasta collaborazione internazionale che ha coinvolto autorità giudiziarie e forze di polizia di 27 Paesi, con il supporto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, di Eurojust, Europol e della Homeland Security Investigations degli Stati Uniti. Per la Procura di Trento, uno degli aspetti più rilevanti dell'inchiesta è rappresentato dall'entità delle confische, considerate uno strumento fondamentale per privare le organizzazioni criminali delle risorse economiche accumulate attraverso il traffico internazionale di stupefacenti e impedirne il reinvestimento nei circuiti dell'economia legale. |
Maxi inchiesta sul narcotraffico, 27 condanne a Trento: confiscati beni per oltre 27 milioni di euro
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