![]() Il governatore rivendica il boom di nascite e le misure per i nidi, mentre l'opposizione attacca Un assestamento di bilancio imponente che unisce investimenti strutturali e forti spinte sul welfare, ma che riaccende immediatamente la miccia dello scontro politico in Consiglio provinciale. È l'effetto del pacchetto da 600 milioni di euro illustrato dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti in Prima commissione consiliare, una manovra corposa destinata a integrare il bilancio corrente e a tracciare le linee economiche per il triennio. Il piano della Giunta: asili gratis e maxi-investimenti Il governatore ha difeso con forza le scelte dell'esecutivo, mettendo al centro del successo politico il netto rimbalzo demografico registrato sul territorio: nei primi sei mesi dell'anno si contano infatti 171 neonati in più rispetto allo stesso periodo del 2023 (1.851 nati contro i precedenti 1.680). Un risultato che Fugatti attribuisce direttamente alle politiche di sostegno familiare introdotte, annunciando un'ulteriore svolta per il prossimo settembre, quando scatterà l'azzeramento delle rette o una forte agevolazione per l'accesso agli asili nido a vantaggio dei nuclei familiari con un indicatore Icef contenuto. Sul fronte della spesa pubblica, la fetta più consistente dei 500 milioni di euro sbloccati per le opere pubbliche andrà a beneficio delle infrastrutture sanitarie, con 190 milioni di euro vincolati alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Trento. «Soldi spesi bene e per il futuro, non certo parcheggiati», ha precisato il presidente, ricordando anche i fondi stanziati d'intesa con l'Università di Trento per l'edilizia accademica. A tracciare il quadro macroeconomico è stato il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, che ha evidenziato la tenuta del sistema nonostante i venti di crisi internazionali legati alle guerre e ai dazi commerciali (che hanno colpito in particolare l'export vinicolo). Se il comparto manifatturiero soffre la congiuntura globale, i dati del primo trimestre mostrano un incremento del fatturato aziendale del 2,1%, trainato da un settore turistico definito «eccellente» per l'apporto dei visitatori stranieri, dall'energia rinnovabile e dagli investimenti in start-up e ricerca. L'attacco di Onda: «Un'economia a rimorchio» Le argomentazioni della maggioranza sono state tuttavia rigettate con durezza dalle opposizioni. Il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, ha espresso un giudizio fortemente critico sui dati macroeconomici presentati, evidenziando come la crescita del Pil trentino (stimata tra lo 0,5% e lo 0,6%) sia del tutto allineata alla stagnazione del resto d'Italia, mentre territori vicini come l'Alto Adige viaggiano al doppio della velocità (+0,9%) e l'Eurozona triplica le performance locali (+1,1%). «Questa giunta non sa utilizzare gli strumenti che mette a disposizione l'Autonomia», ha affondato Degasperi, accusando l'esecutivo di favorire la rendita parassitaria a discapito degli investimenti industriali (citando i 30 milioni destinati al turismo contro i soli 15 all'industria). Il consigliere ha infine contestato la centralità data dal broad provinciale all'edilizia come motore del manifatturiero: «Un errore strategico, l'edilizia non può essere il perno industriale: è un approccio tipico dei Paesi in via di sviluppo». |
Culle più piene in Trentino: Fugatti punta sul welfare, ma è scontro sul Pil
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