![]() La critica del gruppo del PDT sulla manovra di assestamento: contestati l’uso dell’avanzo programmato, il sostegno alle famiglie e le risorse destinate ai servizi locali La manovra di assestamento del bilancio provinciale del Trentino viene duramente criticata dal Partito Democratico, che accusa la Giunta provinciale di riproporre un modello basato su grandi investimenti in opere pubbliche e interventi a favore dei settori economici, lasciando invece in secondo piano famiglie, servizi essenziali ed enti locali. Secondo il gruppo consiliare, all’ottavo anno di questa gestione il quadro sarebbe rimasto invariato: le risorse vengono concentrate soprattutto sulle opere, mentre per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rafforzare i servizi gestiti da Comuni e Comunità di Valle gli interventi sarebbero insufficienti. Al centro delle critiche c’è anche la composizione dell’avanzo di amministrazione, che secondo il PD comprende 293 milioni di euro di maggiori trasferimenti statali legati a entrate tributarie non previste. Il gruppo contesta la possibilità che si siano generate entrate così elevate nonostante le previsioni economiche più contenute indicate nei documenti provinciali. La tesi sostenuta dal PD è che si tratti di una sottostima prudenziale delle entrate, utilizzata negli anni per creare un avanzo da destinare successivamente agli investimenti in opere pubbliche, a scapito delle risorse per le spese ordinarie e i servizi. Secondo il gruppo consiliare, la manovra non introdurrebbe misure nuove e incisive per affrontare la perdita di potere d’acquisto delle famiglie trentine. Le iniziative indicate dalla Giunta nella relazione all’assestamento vengono definite una prosecuzione di interventi già esistenti, senza un rafforzamento ritenuto sufficiente. Tra le richieste avanzate dal PD ci sono l’adeguamento dell’Icef al costo della vita per ampliare l’accesso ai sostegni e aumentarne l’importo, anche per misure come l’assegno di cura destinato alle famiglie con anziani a carico. Il gruppo chiede inoltre maggiori vincoli agli aiuti pubblici alle imprese legati alla crescita dei salari e un intervento più deciso sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Critiche anche sul fronte dell’emergenza abitativa: secondo il PD, le risorse previste non affrontano il problema in modo strutturale. La scelta di concentrare le risorse sugli investimenti, secondo il gruppo, avrebbe conseguenze anche per gli enti locali. Comuni e Comunità di Valle, viene sottolineato, devono affrontare una crescente difficoltà nella gestione dei servizi, dalla carenza di personale alla necessità di rispondere a bisogni sociali in aumento. Per il PD, una parte delle maggiori entrate avrebbe dovuto essere destinata alla spesa corrente e al sostegno della capacità dei territori di garantire i servizi ai cittadini. In vista della discussione in Consiglio provinciale, il gruppo annuncia la presentazione di proposte per riportare al centro della manovra temi come il recupero del potere d’acquisto delle famiglie, gli aumenti salariali per lavoratori e lavoratrici, il diritto alla salute e quello alla casa. Alessio Manica, capogruppo provinciale del PD, insieme a Paolo Zanella e Mariachiara Franzoia, consiglieri della Prima Commissione permanente del PD, sostiene che l’Autonomia non debba limitarsi alla realizzazione di infrastrutture, ma debba occuparsi anche dei bisogni delle persone. |
Bilancio provinciale del Trentino, l’opposizione attacca: “Più risorse per opere e meno risposte a famiglie e Comuni”
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