Family Audit, il Trentino chiede di difendere la certificazione nata in provincia

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La proposta in Consiglio provinciale punta a inserire lo standard tra i requisiti per accedere agli incentivi nazionali su welfare aziendale, natalità e conciliazione tra vita e lavoro

Il Trentino chiede che la certificazione Family Audit venga riconosciuta tra i titoli validi per ottenere gli incentivi contributivi nazionali dedicati al welfare aziendale, alla natalità e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. La richiesta arriva da una proposta di voto presentata da Alleanza democratica autonomista e firmata per prima dal consigliere provinciale Michele Malfer di Campobase.

Il documento invita il Consiglio provinciale a sollecitare Parlamento e Governo affinché il Family Audit venga inserito tra le certificazioni ammesse nel decreto attuativo collegato agli incentivi previsti dal Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62.

Secondo la proposta, escludere questo strumento dai benefici nazionali rischierebbe di penalizzare imprese, enti, cooperative e organizzazioni che negli anni hanno investito in politiche per favorire un migliore equilibrio tra lavoro e vita personale.

«Il Family Audit è una delle innovazioni più importanti nate in Trentino nel campo delle politiche familiari e del welfare organizzativo. Escluderlo dagli incentivi nazionali sarebbe incomprensibile e penalizzerebbe imprese, enti, cooperative e organizzazioni che da anni investono seriamente nella conciliazione tra vita e lavoro», dichiara Malfer.

La certificazione, sviluppata dalla Provincia autonoma di Trento a partire dal 2009, coinvolge oggi oltre 415 organizzazioni e più di 210 mila lavoratrici e lavoratori. Nel tempo ha ottenuto riconoscimenti anche fuori dal territorio provinciale e a livello europeo. Il Family Audit è inoltre indicato tra i riferimenti metodologici della recente prassi UNI/PdR 192:2026 dedicata alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.

«Chiediamo che il Trentino faccia valere una propria buona pratica, costruita negli anni e già riconosciuta ben oltre i confini provinciali. Le realtà certificate Family Audit devono avere pari opportunità di accesso agli incentivi e alle premialità previste dalla normativa nazionale», conclude Malfer.