![]() Il consigliere provinciale di Campobase segnala il rischio di finanziare iniziative annuali da realizzare in pochi mesi, chiedendo una programmazione più stabile La promozione delle pari opportunità tra donne e uomini deve essere sostenuta con una programmazione adeguata e non può essere considerata una politica secondaria. È questo il punto centrale dell’interrogazione presentata dal consigliere provinciale di Campobase Michele Malfer alla Giunta provinciale del Trentino, con cui vengono chiesti chiarimenti sulle tempistiche del bando 2026 dedicato al finanziamento dei progetti in questo ambito. Secondo quanto evidenziato dal Consigliere, il bando è stato aperto il 30 aprile, con termine per la presentazione delle domande fissato al 29 maggio. La concessione dei contributi è prevista entro il 27 agosto, mentre le attività dovranno concludersi entro il 30 novembre. Per Malfer, questa scansione temporale rischia di ridurre a pochi mesi la realizzazione di iniziative pensate come attività annuali. «Il rischio è quello di finanziare formalmente progetti annuali che, nella realtà, potranno essere realizzati soltanto nell’arco di pochi mesi, sostanzialmente tra settembre e novembre», sottolinea il consigliere, aggiungendo che «non si può chiedere al territorio di realizzare in tre mesi ciò che la Provincia finanzia come attività annuale». La questione riguarda da vicino associazioni, enti del terzo settore, amministrazioni locali, scuole e realtà educative e culturali che negli anni hanno costruito una rete di iniziative dedicate alla sensibilizzazione, alla formazione e al coinvolgimento di giovani, famiglie e cittadini. Secondo Malfer, questi progetti richiedono tempo per essere organizzati: dalla costruzione delle collaborazioni al coinvolgimento delle competenze necessarie, fino al coordinamento con il calendario scolastico e alla pianificazione degli interventi nelle comunità. La certezza delle tempistiche amministrative, viene sottolineato, è una condizione necessaria per garantire la qualità delle attività e il raggiungimento degli obiettivi. Il consigliere evidenzia inoltre il possibile aumento delle difficoltà economiche e organizzative per gli enti promotori. Anche se le attività possono essere avviate dopo la presentazione della domanda, secondo Malfer resta complesso assumere impegni, stipulare contratti e programmare interventi senza conoscere l’esito della valutazione e le risorse effettivamente disponibili. Nell’interrogazione viene ricordato anche il modello adottato negli anni precedenti dal Trentino, con una programmazione che consentiva agli enti di conoscere in anticipo tempi e risorse disponibili, grazie alla pubblicazione dei bandi nell’autunno dell’anno precedente e all’approvazione delle graduatorie nei primi mesi dell’anno. Malfer chiede quindi alla Giunta provinciale di chiarire le ragioni del cambiamento nelle tempistiche, lo stato delle procedure in corso, la possibilità di ampliare il periodo per la realizzazione dei progetti finanziati nel 2026 e il ritorno, per i prossimi bandi, a un calendario più prevedibile. «La qualità delle politiche pubbliche si misura anche dalla qualità della programmazione», conclude il consigliere, ricordando che le politiche per le pari opportunità richiedono continuità, presenza sul territorio e tempi adeguati per costruire risultati duraturi. |
Bando 2026, Malfer critica i tempi stretti per i progetti trentini sulle pari opportunità
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