RSA, nuova denuncia del Pd: "Anziano costretto a interrompere la visita, servono controlli immediati"

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La consigliera provinciale Francesca Parolari presenta un'interrogazione dopo un episodio avvenuto nella struttura di via Vittorio Veneto a Trento. "Le residenze per anziani non possono trasformarsi in luoghi di contenzione"

Dopo il caso della RSA "Villa Alpina", torna al centro del dibattito la gestione degli orari di visita nelle residenze sanitarie assistenziali del Trentino. A sollevare nuovamente la questione è la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari, che ha depositato un'interrogazione in Consiglio provinciale chiedendo verifiche urgenti sulla RSA di via Vittorio Veneto a Trento, gestita da Spes.

Al centro della denuncia un episodio avvenuto nelle scorse settimane. Secondo quanto riferito dalla consigliera, un familiare sarebbe stato invitato ad allontanarsi dalla struttura alle 18 da un operatore, nonostante stesse facendo visita a un ospite nella sua stanza singola, dopo la cena e senza interferire con l'attività assistenziale.

«Le RSA non sono strutture di contenzione né istituti penitenziari», afferma Parolari. «È necessario fermare comportamenti arbitrari e rigidità ingiustificate che compromettono la dignità degli anziani e il diritto dei familiari a mantenere un rapporto di vicinanza e affetto.»

La consigliera ricorda come, solo recentemente, la vicenda della RSA Villa Alpina abbia portato a un'estensione dell'orario delle visite fino alle 20, risultato ottenuto, sottolinea, grazie alle segnalazioni dei familiari e al confronto con le istituzioni. Un precedente che, secondo Parolari, dimostra come una gestione più flessibile sia possibile senza compromettere l'organizzazione delle strutture.

Nel caso della RSA di via Vittorio Veneto, invece, la consigliera parla di un comportamento «ingiustificato e contrario alle direttive provinciali», evidenziando che l'ospite aveva già terminato la cena e si trovava nella propria camera al momento dell'intervento dell'operatore.

Secondo l'esponente del Partito Democratico, limitare le visite senza motivate ragioni sanitarie significa comprimere un diritto fondamentale e incidere negativamente sul benessere psicologico delle persone anziane e dei loro familiari.

Per questo, attraverso l'interrogazione, Parolari chiede alla Giunta provinciale di avviare un'ispezione nella struttura di via Vittorio Veneto e di valutare l'introduzione di controlli più rigorosi e di eventuali sanzioni nei confronti delle RSA che adottano regolamenti o prassi ritenuti eccessivamente restrittivi.

«L'autonomia gestionale delle strutture – conclude – non può tradursi in discrezionalità o nella limitazione dei diritti degli ospiti. Le RSA devono essere luoghi aperti, rispettosi della dignità delle persone e dei loro legami familiari».