Scuola e video social, Gerosa attacca: “Gli istituti restino fuori dalla propaganda”

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La consigliera provinciale del Pd interviene dopo il filmato girato in una scuola di Trento da due assessori comunali

La scuola deve restare un luogo dedicato alla formazione e al confronto, non diventare lo sfondo di iniziative di comunicazione politica. È il punto centrale della presa di posizione della consigliera provinciale trentina del Pd Francesca Gerosa, che interviene dopo la pubblicazione sui social di un video realizzato all’interno di una scuola di Trento da due assessori della Giunta comunale.

La vicenda arriva dopo la decisione del Consiglio comunale di Trento di modificare lo Statuto della città introducendo la cosiddetta “cittadinanza di comunità”, destinata agli studenti stranieri che hanno completato un intero ciclo di studi.

Gerosa definisce la scelta politicamente discutibile, sostenendo che abbia trasformato lo Statuto comunale in uno strumento per affermare posizioni ideologiche invece che principi condivisi. Secondo la consigliera, inoltre, l’iniziativa non produrrebbe effetti concreti nella vita degli studenti, che per la Provincia sono già considerati sullo stesso piano per quanto riguarda opportunità e accesso ai servizi.

Nel suo intervento, Gerosa pone però l’attenzione soprattutto sull’utilizzo degli spazi scolastici per la realizzazione del video diffuso online. Secondo la consigliera, gli ambienti della scuola devono rimanere neutrali e non essere utilizzati come strumenti di promozione politica da parte di chi ricopre incarichi istituzionali.

Gerosa si rivolge quindi al sindaco di Trento chiedendo attenzione sul rispetto del ruolo delle istituzioni e della funzione educativa della scuola. A suo giudizio, il fatto che l’edificio sia di proprietà comunale non può giustificare qualsiasi utilizzo degli spazi, e sarà necessario chiarire come sia stata autorizzata la registrazione.

La consigliera contesta anche il messaggio legato alla “cittadinanza di comunità”, in particolare l’idea che sia questa iniziativa a permettere agli studenti di sentirsi parte della realtà scolastica. Secondo Gerosa, il sistema scolastico trentino svolge già da anni un lavoro sull’inclusione attraverso l’impegno di dirigenti, insegnanti e personale scolastico, oltre alle politiche provinciali dedicate al sostegno degli studenti, all’integrazione linguistica e alle pari opportunità.

Per Gerosa, il senso di appartenenza degli studenti nasce dalla quotidianità vissuta nelle scuole e dalle relazioni costruite tra i banchi, non da iniziative simboliche. L’utilizzo degli spazi dell’apprendimento per finalità di comunicazione politica, conclude la consigliera, rappresenterebbe un uso improprio di luoghi che devono rimanere al servizio degli studenti.

Sul caso, Gerosa ha annunciato che chiederà una verifica.