Appalti in Trentino, la Giunta fa marcia indietro: cancellata la norma sul minor prezzo

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Dopo le proteste di imprese e sindacati, Spinelli ritira la modifica contestata

Passo indietro della Giunta provinciale trentina sul fronte degli appalti pubblici. La norma che avrebbe favorito il criterio del minor prezzo è stata eliminata dal disegno di legge di assestamento dopo le forti critiche sollevate nelle ultime settimane da associazioni di categoria e organizzazioni sindacali.

L'esecutivo provinciale ha presentato un emendamento per cancellare l'articolo 11 del provvedimento, dedicato alle opere pubbliche. Una decisione accolta positivamente da Ance e dai sindacati, che avevano chiesto alla Provincia di rivedere una misura considerata rischiosa per la qualità dei lavori e la tutela dei lavoratori.

Al centro delle contestazioni c'era la possibilità di ridurre i tempi delle gare attraverso un maggiore ricorso al minor prezzo rispetto all'offerta economicamente più vantaggiosa. Secondo le imprese, una simile impostazione avrebbe potuto alimentare una concorrenza al ribasso e favorire l'ingresso nel mercato trentino di aziende meno strutturate.

Anche Cgil, Cisl e Uil avevano espresso forti perplessità, evidenziando i possibili effetti sulla regolarità degli appalti, sui controlli durante l'esecuzione delle opere e, soprattutto, sulla sicurezza delle maestranze impegnate nei cantieri.

Dopo il confronto con le parti sociali, l'assessore Achille Spinelli ha quindi scelto di ritirare la disposizione. Soddisfatto il presidente di Ance Trentino Roberto Oss Emer, che ha parlato di un risultato ottenuto grazie al dialogo con la Provincia. Positivo anche il commento della Cgil, che considera la decisione un passo importante per evitare un ritorno a logiche basate esclusivamente sul massimo ribasso.

La manovra di assestamento ha intanto ottenuto il via libera della prima commissione del Consiglio provinciale con i voti della maggioranza e la contrarietà delle opposizioni. Nel corso dell'esame sono stati analizzati 55 articoli, con modifiche che hanno interessato diversi settori, dall'agricoltura alle politiche familiari, passando per casa, scuola, turismo, energia e protezione civile.

Il testo approderà ora in Aula nell'ultima settimana di luglio. Le minoranze hanno criticato l'impianto complessivo della manovra, accusando la Giunta di non avere una strategia adeguata per affrontare la fase di difficoltà economica. La maggioranza, invece, rivendica interventi destinati a sostenere famiglie, imprese e territorio.