![]() L’esposizione esplora la tradizione della ceramica nel Triveneto e nel Tirolo, dalle stufe a olle di Sfruz alle manifatture venete di porcellana, fino al collezionismo contemporaneo Ripercorrere la storia della ceramica nel corso dei secoli approfondendo l’influenza che questo materiale ha avuto sulla vita delle persone. È questo il senso della mostra “L’utile e l’effimero nella ceramica – Dalle stufe a olle di Sfruz alla produzione e al raffinato collezionismo della porcellana”, curata da Alessandro Biancalana ed esposta al Palazzo Assessorile di Cles, inaugurata sabato 11 luglio e visitabile fino al prossimo 1° novembre. “Questa non è una mostra fine a sé stessa, ma ha vari elementi intorno di coinvolgimento del territorio” ha spiegato Biancalana. “È un’esposizione che tocca vari aspetti e finisce con oggetti moderni e con gli stemmi delle famiglie nobili del territorio”. L’esposizione propone circa un centinaio di manufatti, suddivisi per tipologia e presentati in ordine cronologico all’interno di ciascuna sezione. “Dopo la scoperta della porcellana europea a Meissen nel 1709, questo materiale divenne simbolo di prestigio, raffinatezza e meraviglia, diffondendosi nelle corti europee e nelle collezioni nobiliari e borghesi” spiegano gli organizzatori in una nota. “Grazie alla presenza di materie prime adatte alla lavorazione ceramica e ai continui scambi culturali attraverso il Brennero e la Resia, il territorio ha sviluppato una lunga tradizione artigianale che in taluni casi continua ancora oggi, anche in ambiti industriali e tecnologici”. A questa mostra si affiancherà quella allestita nel municipio di Sfruz, intitolata “Il fuoco nelle vignette. Viaggio illustrato nelle stufe di Sfruz”, visitabile tra il 21 e il 31 agosto. L’idea nasce da una collaborazione tra i due comuni – Cles e Sfruz – che si sono attivati per far conoscere agli abitanti del posto e ai visitatori uno spaccato di storia spesso rimasto nell’ombra. “Parliamo di un progetto nato 8 anni fa, che risale alla mia precedente esperienza amministrativa, e che oggi siamo orgogliosi di aver concretizzato” ha raccontato l’assessore alla cultura del comune di Cles Vito Apuzzo. “Mi preme sottolineare le collaborazioni con il Comune di Sfruz e con l’Accademia Anaune, fondamentali per far conoscere il territorio e per “decentrare” un’esposizione di grande valore come questa, che mette in relazione non solo cultura e turismo, ma anche commercio. Tante vetrine dei negozi sfitti di Cles, infatti, sono state allestite con le porcellane dell’Accademia grazie al lavoro di Maria Grazia Dallago”. Soddisfatta anche la vicesindaca di Sfruz Maura Biasi che ha affermato: “Per un piccolo paese come il nostro è importante essere parte di un progetto di questa portata”. Ha poi concluso: “L’auspicio è che questo sia un “progetto pilota”, che possa dare slancio a ulteriori proposte di questo genere”.
|
Cles, al via la mostra “L’utile e l’effimero nella ceramica”
Read Cles, al via la mostra “L’utile e l’effimero nella ceramica” on Trentino24
