La cerimonia si è svolta venerdì pomeriggio, 10 luglio 2026, nell’auditorium di Palazzo Prodi Giornata di festa quella di venerdì 10 luglio, per i primi ventotto giovani neolaureati alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Trento. Nel pomeriggio, all’auditorium di Palazzo Prodi, si è tenuta la cerimonia della consegna dei diplomi di laurea in presenza del rettore Flavio Deflorian, del direttore generale di Asuit (Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino) Antonio Ferro e del presidente della provincia Maurizio Fugatti oltre al professor Oliver Jousson, direttore del Centro interdipartimentale di Scienze mediche (Cismed) dell’Università di Trento e al professor Lorenzo Trevisiol, presidente della Scuola interateneo di Medicina e Chirurgia delle università di Trento e di Verona. Nel complimentarsi con i neo-medici, i relatori hanno ripercorso la storia di questo nuovo dipartimento, ideato nel 2019 e avviato un anno dopo, in pieno periodo Covid: un percorso particolarmente complesso che – come spiegato all’unanimità da tutte le istituzioni presenti – ha portato i suoi frutti. “Oggi è prima di tutto una festa per i nostri laureati e le nostre laureate” ha detto il rettore Deflorian. “Quando è nato questo percorso non avevamo credenziali storiche in ambito medico: la scelta di questi studenti e studentesse di venire a Trento è stata un grande atto di fiducia che abbiamo cercato di onorare con il massimo impegno. Come tutti i pionieri, hanno vissuto le fatiche e l’entusiasmo di un debutto, ma oggi i veri protagonisti sono loro, noi siamo solo i comprimari di un successo straordinario. Questo traguardo non nasce però dal nulla – ha concluso Deflorian – ma trova una sua continuità nell’impegno dell’Ateneo che aveva gettato basi solide già da tempo, grazie all'eccellenza della ricerca scientifica e didattica nei campi della biologia e delle neuroscienze, trainata da centri come il Cibio e il Cimec.” “La laurea dei primi 28 medici formati interamente a Trento rappresenta un momento storico per il nostro territorio e il compimento di un percorso iniziato sei anni fa con coraggio, visione e spirito di collaborazione tra istituzioni” ha aggiunto il direttore di Asuit Ferro. “Questi giovani professionisti hanno accompagnato la crescita di un progetto innovativo, contribuendo con entusiasmo e partecipazione a trasformarlo in una realtà oggi riconosciuta e attrattiva a livello nazionale. Abbiamo voluto costruire una Scuola capace di coniugare eccellenza scientifica e attenzione alla persona, formando medici competenti ma anche consapevoli del valore dell'ascolto, dell'empatia e della relazione di cura.” I neolaureati, se vorranno, avranno la possibilità di accedere alle nuove Scuole di Specializzazione dell’Università di Trento, che offriranno loro la possibilità di proseguire il proprio percorso presso Asuit. “Ne abbiamo già sette ma abbiamo in programma di avviarne delle altre” ha detto Deflorian alla redazione Trentino24. “Il prossimo step sarà anche un’attenzione particolare alle professioni sanitarie. Sappiamo di aver bisogno non solo di medici, ma anche di personale sanitario infermieristico”. In merito all’attrattività delle professioni sanitarie ha poi aggiunto: “È una grossa sfida. Il messaggio da trasmettere è che gli operatori sanitari sono tutti importanti e tutti sullo stesso livello, sia medici che infermieri. Il lavoro di questi ultimi va valorizzato, possibilmente sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda l’ambiente di lavoro, dove attualmente sono previsti turni massacranti”. Ha poi concluso: “È fondamentale far capire a ragazzi e ragazze che questa professione, che aiuta le persone a stare meglio, è importante e gratificante. Si tratta di un cambio di mentalità non banale di cui abbiamo bisogno, perchè il settore infermieristico, al momento, è uno dei colli di bottiglia della sanità pubblica”. |
Primi 28 medici formati a Trento: "Un traguardo storico per la sanità del territorio"
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