Dalpalù alla guida di Federcoop: “Serve un legame più forte con i territori”

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Una maggiore presenza sul territorio, una cooperazione sempre più in grado di creare legami tra i settori che la compongono e la necessità di gestire il calo demografico in corso, a fronte di una sempre maggior richiesta di personale da parte del mercato del lavoro in Trentino. Sono questi i temi al centro delle nuove sfide che il mondo della cooperazione dovrà affrontare, verosimilmente, nei prossimi anni. Ne abbiamo parlato con Renato Dalpalù, nuovo presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, all’inizio del suo mandato.

Classe 1961, Renato Dalpalù ha iniziato la sua esperienza nel mondo della cooperazione nel 1986, a pochi mesi dalla laurea in Economia e commercio, con il suo ingresso nel collegio sindacale della Cassa Rurale di Valfloriana. “Ai tempi era una realtà molto piccola, contava un dipendente e mezzo” ha ricordato. In questa realtà, vi è rimasto per circa una trentina d’anni, assumendo vari incarichi in diverse realtà locali. Dal 2010 al 2019 ha ricoperto il ruolo Sait Coop, il Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine. L’anno successivo, a fine mandato, è stato sostituito per qualche mese da Roberto Simoni, diventato poco dopo presidente di Federcoop. A quel punto, è ritornato alla guida di Sait Coop, dove ricopre tutt’ora il ruolo di presidente. “Solitamente non succede, ma mi è stato richiesto e quindi ho accettato” ha raccontato annunciando che questa carica durerà ancora pochi mesi. “La mia corsa alla presidenza di Federcoop non era in programma. Ora le due cariche non sono formalmente incompatibili, ma sono comunque difficili da co-gestire. Per questo motivo, in Sait, è stato intrapreso un percorso un percorso al fine di trovare un successore alla guida del Consorzio” ha aggiunto, senza però sbilanciarsi sui possibili candidati.

Al centro delle priorità che Dalpalù ha indicato come presidente di Federcoop, c’è il rafforzamento delle relazioni tra enti. “Primo fra tutti, va ricreato un legame tra la Federazione e i territori periferici, d’altronde è qui che è nato il concetto di cooperazione. Dopodiché è necessario avviare dei progetti che rafforzino l’inter-cooperazione tra i diversi settori di Federcoop (credito, agricoltura, consumo, lavoro e sociale, ndr.). Il terzo legame da sviluppare è quello con le strutture intermedie, come ad esempio i consorzi cooperativi, presenti in vari ambiti: frutticolo, vitivinicolo, lattiero-caseario, bancario, ecc.”

Questa necessità, ha spiegato il presidente, è determinata dal fatto che “al giorno d’oggi la nostra società è sempre più interconnessa e non esistono più settori ‘autonomi’: la finanza, l’energia, ecc. sono tutte realtà in qualche modo collegate e decisive, ognuno a modo suo, nell’eventuale sviluppo del nostro territorio”. Da qui, il bisogno di “definire degli obiettivi comuni tra i settori della Cooperazione Trentina, sulla base dei quali proporre e sviluppare dei progetti concreti”.

Altro tema centrale per Federcoop è la gestione della richiesta di personale da parte delle cooperative, così come dalle imprese in generale, alla luce del calo demografico in corso. “Le proiezioni indicano un forte squilibrio tra popolazione attiva e non attiva nei prossimi decenni, si parla di un calo del 10% della popolazione” ha spiegato Dalpalù sottolineando che, in quest’ambito, un ruolo fondamentale potrebbe essere ricoperto dai migranti. “Le persone che arrivano da altri Paesi, in questo senso, possono rappresentare una risorsa. Non si tratta di un fenomeno semplice da gestire: parliamo di persone con culture, religioni e tradizioni diverse. La sfida è quella di riuscire ad inserirle nella nostra società attraverso dei percorsi di integrazione che vanno programmati e incoraggiati, affinché anche i nuovi arrivati diventino, gradualmente, cittadini del nostro territorio”. Affinché ciò sia possibile, però, è necessario garantire una condizione di stabilità. Centrali in questo senso sono la possibilità di avere una casa e un lavoro stabile. “In questo modo, una persona è più incentivata ad inserirsi, potendo avvicinare a sé anche la propria famiglia e avendo, di conseguenza, meno da perdere”.

Ogni progetto volto al raggiungimento di questi obiettivi, prima di essere realizzato, dovrà essere comunque proposto e approvato dal Consiglio di Amministrazione. Le nomine dei vicepresidenti di Federcoop, del Comitato esecutivo e dei Comitati di settore sono in programma per la prossima assemblea, indetta il 13 luglio, in occasione della quale verrà anche definita un’agenda condivisa.

Virginia Revolti