Vivere da soli si può: nasce l’housing per l’autonomia delle persone con disabilità

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Così la casa diventa il primo passo verso un percorso di vita indipendente

Una casa non è solamente un “tetto sopra la testa”, ma è anche e soprattutto un rifugio dove chiunque può imparare a vivere in autonomia. A dimostrarlo, nella città di Trento, sono ventiquattro persone con diversi livelli di disabilità che, dalla scorsa primavera, hanno intrapreso un percorso di vita autonoma andando a vivere da soli in otto appartamenti di proprietà del Comune, distribuiti nel quartiere Bolghera, a Gardolo e a Mattarello.

Il progetto, supportato dall’Amministrazione comunale in sinergia con la Provincia di Trento e Itea, è gestito dalla cooperativa sociale La Rete, che ha curato l’accompagnamento e il supporto degli utenti che hanno aderito all’iniziativa. Ogni appartamento è stato progettato per adattarsi alle esigenze di chi lo vive, anche sulla base delle indicazioni fornite da Asuit (l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino). Alcune abitazioni, ad esempio, hanno tavoli e piani di lavoro regolabili in altezza e pensili motorizzati, altri hanno armadi con luci interne e un’asta appendiabiti che può abbassarsi, altri ancora sono forniti di piano cottura con una pulsantiera fisica per non vedenti e touch per persone con disabilità motorie o cognitive. Ci sono infine case che hanno il pavimento antiscivolo, box doccia raso terra e i pannelli adibiti a gestire le principali funzionalità della casa, come la luce, gli ombreggianti e il riscaldamento. Gli stabili di Mattarello, ristrutturati nei mesi scorsi, sono stati presentati alla presenza del sindaco Franco Ianeselli, dell’assessore provinciale alla Sanità Mario Tonina, dell’assessora comunale ai Lavori pubblici Gianna Frizzera e dell’assessora alle Politiche sociali Giulia Casonato. “Queste sono giornate importanti per Trento” ha detto il primo cittadino all’incontro definendo le varie fasi del progetto come dei “tasselli di un percorso che ha un obiettivo fondamentale: garantire il diritto di vita autonoma. Si tratta di un principio essenziale, e sappiamo che affermare i diritti, in questo caso di chi ha disabilità, significa rafforzare i diritti dell’intera comunità. Ribadiamo così un valore universale: permettere a ciascuno di vivere la propria vita nelle migliori condizioni possibili”.

Soddisfatto anche il direttore della cooperativa Mauro Tommasini che, ringraziando il personale impegnato nel progetto, ha commentato: “Non credo che in Italia esista qualcosa del genere che avrà una scuola dell’abitare come nucleo di sperimentazione”. Ha poi concluso: “La cultura dell’inclusione che abbiamo contribuito a costruire insieme e la fiducia dimostrata dal Comune di Trento hanno permesso di anticipare principi che oggi ritroviamo pienamente affermati nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: il diritto di ogni persona a scegliere il proprio progetto di vita e a essere protagonista del proprio futuro”.

Virginia Revolti