![]() Le opere procedono a rilento, con bonifiche ancora ferme e tempi slittano
I lavori per il bypass ferroviario di Trento nelle prime ipotesi avrebbero dovuto terminare a giugno di quest’anno ma i tempi sono molto dilatati e i lavori sono molto indietro, mentre critiche e preoccupazioni rimangono tante. A sud della città è in corso la preparazione del montaggio della prima delle due frese, mentre a nord questi non sono ancora iniziati. Le bonifiche dei terreni inquinati (ex scalo Filzi e aree limitrofe) non sono avviate e non se ne conosce ancora la tecnica utilizzabile. Parte dei terreni a nord della città resta sotto sequestro da parte della Procura di Trento per elevato livello di inquinamento. I problemi sono economici, di tempi, ambientali e sociali. Soldi. I costi sono lievitati enormemente rispetto alle previsioni. Allo stato attuale si parla della cifra astronomica di oltre un miliardo e 600 milioni di euro (ricordiamo che per volontà del governo il finanziamento è stato stralciato dai fondi europei PNRR, passando a bilancio statale). Il Consorzio Tridentum (con capofila il colosso Webuild) aveva vinto un appalto per 934 milioni di euro. Sui costi c’è una battaglia legale. Tempi. Allo stato attuale la stima è che i lavori durino almeno fino al 2033. Il tunnel di base del Brennero per parte sua dovrebbe aprire non prima del 2034, allo stato attuale. Ambiente e sanità. In estrema sintesi nei terreni inquinati interessati dai lavori e nelle acque sotterranee ci sono in quantità rilevanti idrocarburi, metalli pesanti e - rilevato di recente - anche triclorometano (sotto al Lotto 3 A), ad aprile in concentrazione oltre il limite di legge. Legambiente ha chiesto anche di verificare se realmente gli additivi impiegati nella schiuma delle frese per lo scavo a “scudo chiuso” siano biodegradabili e innocui (come sostiene la Relazione nel PUT; Piano Utilizzo Terre). Preoccupa inoltre una parte delle terre di scavo, che saranno distribuite in diverse discariche del Trentino, con migliaia di viaggi di camion. Società. Si acuisce lo scollamento fra le tante associazioni e comitati civici contrari e critici all’opera e al modo di affrontarla da una parte, ed istituzioni e categorie economiche favorevoli dall’altra. Critiche sono anche alcune amministrazioni comunali (ad esempio il comune di Besenello). L’atteggiamento del sindaco Ianeselli e della giunta comunale di Trento verso l’opera (favorevole) e verso le posizioni critiche della società civile, sono considerati in modo negativo dai movimenti, con un certo fastidio nelle file del centrosinistra. È stata partecipata la manifestazione critica verso il modo di pensare le grandi opere, svoltasi a Trento il 13 giugno. Tutte le associazioni ambientaliste e diversi comitati civici, il Comitato No Tav sono contrari o critici. La richiesta di base è che prima di tutto siano realizzate le bonifiche dei terreni a Trento nord e rafforzate le barriere idrauliche sotto le due aree da anni al centro dell’attenzione (ex Sloi, ex Carbochimica). A maggio è stata presentata una diffida a intervenire sui terreni senza prima le bonifiche, a nome di 125 cittadine e cittadini (rappresentati dagli avvocati Vanni Ceola e Marco Cianci). Legambiente (con altri) contesta anche lo scenario del traffico merci, sottolineando che una parte del traffico sul Brennero dipenda da bassi costi autostradali e che già oggi sarebbe possibile potenziare la linea esistente. Maddalena Di Tolla Deflorian |
Bypass di Trento, lavori in ritardo: e cantiere ancora lontano dal traguardo
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