![]() Nel 41° anniversario della tragedia, il presidente Claudio Soini ha ribadito il valore della prevenzione, della legalità e della responsabilità. A 41 anni dalla tragedia di Stava, il Consiglio provinciale di Trento ha rinnovato il proprio omaggio alle 268 vittime della catastrofe che il 19 luglio 1985 colpì la Val di Stava, in Val di Fiemme. Una ricorrenza che continua a rappresentare un momento di riflessione non solo per il territorio trentino, ma per l'intero Paese. Il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini ha partecipato alle iniziative commemorative organizzate tra Tesero e la Val di Stava, sottolineando come quella tragedia non possa essere archiviata come un semplice evento del passato. «La tragedia di Stava continua a rappresentare una delle pagine più dolorose della storia del Trentino. Non fu una fatalità, ma il risultato dell'incuria, di gravi responsabilità umane e del venir meno di quei controlli che avrebbero dovuto garantire la sicurezza. Per questo il ricordo delle 268 vittime non è soltanto un dovere morale: è un impegno che ci richiama ogni giorno alla responsabilità, alla trasparenza e alla cura del territorio, affinché simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi». Le celebrazioni erano iniziate già il giorno precedente con la partecipazione della vicepresidente del Consiglio provinciale Mariachiara Franzoia alla presentazione, al Teatro comunale di Tesero, dei volumi Stava. L'altra storia di Claudio Doliana e La strategia della dolcezza di Cesare Pastarini, inseriti nel programma ufficiale delle iniziative per l'anniversario. Per Franzoia, mantenere viva la memoria significa anche promuovere una maggiore consapevolezza collettiva, soprattutto tra le nuove generazioni. «La memoria di Stava vive anche attraverso il racconto, la ricerca e la testimonianza. Occasioni come questa ci aiutano a comprendere fino in fondo ciò che è accaduto e a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza che tragedie come quella del 1985 non sono il frutto del destino, ma delle scelte e delle responsabilità dell'uomo. È proprio dalla memoria che nasce una più forte cultura della prevenzione e della legalità». Con la presenza alle commemorazioni del 41° anniversario, il Consiglio provinciale ha voluto esprimere la propria vicinanza ai familiari delle vittime e alla comunità della Val di Fiemme, ribadendo l'importanza di custodire il ricordo di una tragedia che continua a rappresentare un monito sulla necessità di coniugare sviluppo, tutela del territorio e responsabilità istituzionale. |
Stava, il Consiglio provinciale ricorda le 268 vittime: «La memoria è un impegno per il futuro»
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