![]() Dalla stagione estiva alle prospettive del turismo, passando per mobilità, Olimpiadi e autonomia sulla caccia: l'assessore provinciale traccia la rotta del Trentino verso il 2030 Il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori dell'economia trentina e anche l'estate 2026 si sta confermando all'altezza delle aspettative. Dopo un inverno da record, il comparto prosegue infatti il proprio percorso di crescita, sostenuto da un'offerta sempre più integrata e da investimenti che puntano sulla qualità. A delineare il quadro è l'Assessore provinciale al Turismo Roberto Failoni, che guarda con fiducia non solo alla stagione in corso ma anche agli obiettivi del Trentino da qui al 2030. "I dati sulle prenotazioni confermano un interesse forte e costante per il nostro territorio", spiega l'assessore. Il 2025 si è chiuso con un fatturato turistico di circa 4,1 miliardi di euro, pari a quasi il 12% del Pil provinciale, numeri che testimoniano il peso strategico del settore. A fare la differenza è soprattutto un'offerta capace di unire natura, sport, cultura, grandi eventi e qualità dell'accoglienza, elementi che continuano ad attirare sia il mercato italiano sia quello internazionale. "È una crescita omogenea, che coinvolge anche territori con importanti margini di sviluppo", sottolinea. Negli ultimi anni il Trentino ha investito con decisione nella montagna estiva, nel cicloturismo e nelle esperienze outdoor, ma la vera sfida resta quella di distinguersi dalle altre destinazioni alpine e distribuire i flussi lungo tutto l'anno. Per Failoni la strada è già tracciata. "Le imprese stanno investendo con decisione perché oggi qualità significa anche redditività", osserva, ricordando come i Bandi per la Qualità abbiano attivato centinaia di milioni di euro di investimenti con ricadute positive anche su artigianato, commercio e industria. Accanto agli investimenti cresce anche la collaborazione tra gli ambiti turistici. Un sistema che, secondo l'assessore, permette di valorizzare in maniera sempre più efficace le cosiddette "belle stagioni", intercettando un turista che cerca esperienze autentiche, attività all'aria aperta e un'offerta capace di integrare sport, cultura, enogastronomia e benessere. La crescita, però, porta inevitabilmente anche nuove sfide. Dalla gestione dei flussi alla mobilità, dalla tutela del territorio fino alla carenza di personale qualificato, il tema diventa quello di continuare a sviluppare il turismo senza compromettere la qualità della vita dei residenti. "La sfida principale è proprio coniugare crescita turistica e qualità della vita dei residenti", afferma Failoni. Tra gli esempi citati dall'assessore c'è il progetto di mobilità della Paganella, che punta a integrare trasporti, sostenibilità e gestione dei flussi turistici. Un modello pensato per migliorare contemporaneamente l'esperienza dei visitatori e la vivibilità dei territori. In questo percorso un ruolo determinante è svolto anche dall'Autonomia speciale del Trentino, che permette di costruire soluzioni calibrate sulle esigenze della montagna, sia per i residenti sia per gli ospiti, affrontando anche il tema della disponibilità di personale qualificato, oggi una delle principali esigenze delle imprese turistiche. Lo sguardo dell'assessore è rivolto anche al futuro. L'eredità delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 rappresenta infatti uno dei pilastri su cui costruire il Trentino dei prossimi anni. "Gli investimenti avviati stanno già producendo effetti concreti sull'economia locale", evidenzia. A rafforzare questo percorso arriveranno anche le Olimpiadi giovanili del 2028 e i Super Mondiali di ciclismo del 2031, eventi che contribuiranno a valorizzare infrastrutture, turismo e immagine internazionale della provincia. L'obiettivo, conclude Failoni, è "consolidare un modello competitivo e sostenibile che sappia raccontare l'unicità del Trentino e la forza della sua ospitalità". Nel corso dell'intervista l'assessore affronta infine anche il tema della riforma nazionale della caccia, ribadendo come la competenza primaria garantita dallo Statuto di Autonomia rappresenti "un valore aggiunto" per il Trentino. La Provincia continuerà infatti ad applicare una normativa propria, pur seguendo con attenzione l'evoluzione della riforma statale. "Se emergeranno norme migliorative e utili al nostro territorio, potranno essere recepite anche a livello provinciale", spiega. L'obiettivo resta quello di mantenere un equilibrio tra gestione faunistica, tutela ambientale e peculiarità del territorio, riconoscendo anche il ruolo svolto dai cacciatori nella conservazione e nella cura dell'ambiente montano. Valeria Marcato |
Failoni: "Il Trentino cresce puntando su qualità, sostenibilità e grandi eventi"
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