![]() Dall'esperienza da sindaco di Tione alla guida di dossier strategici come il futuro di Dolomiti Energia. L'assessore provinciale racconta a radio Trentiono24 il proprio modo di amministrare C'è un filo conduttore che lega il Mattia Gottardi sindaco di Tione al Mattia Gottardi assessore della Provincia autonoma di Trento. È l'idea che la buona politica nasca dal contatto diretto con i cittadini e che le decisioni più importanti non possano essere calate dall'alto. Un metodo che continua a guidarlo anche oggi, mentre sul tavolo della Giunta provinciale si trovano dossier destinati a incidere sul futuro del Trentino. Ce ne parla ai microfoni di Radio Trentino24, intervistato dal direttore Alberto Gottardo. «Fare il sindaco è una delle esperienze più belle che possa capitare a chi ama mettersi al servizio della propria comunità», racconta nell'intervista concessa ad Alberto Gottardo su Radio Trentino24. Un ruolo che definisce «totalizzante», soprattutto nei piccoli comuni, dove il sindaco è chiamato a dare risposte ogni giorno e a qualsiasi ora. «La filiera è molto corta: dalla decisione alla realizzazione riesci a vedere il tuo paese cambiare. Ed è questa la soddisfazione più grande.» Un'affermazione che sintetizza una visione dell'amministrazione fondata sulla concretezza e sulla vicinanza ai cittadini, maturata negli anni trascorsi alla guida del suo Comune e che oggi rappresenta uno dei tratti distintivi della sua attività in Provincia. Non manca anche un passaggio più personale, quando ricorda gli anni della scuola e la maturità scientifica conseguita nel 1999. Con autoironia ammette di essere stato «uno studente che poteva impegnarsi di più», ma ricorda ancora perfettamente il tema storico affrontato all'esame, dedicato alle ragioni che portarono, dopo la Prima guerra mondiale, allo sviluppo delle democrazie liberali in Francia e Gran Bretagna e dei regimi totalitari in Italia e Germania. Un ricordo che lascia emergere anche la passione per la storia, condivisa con il direttore di Radio Trentino24 nel corso dell'intervista. È però sulle grandi scelte amministrative che emerge con maggiore chiarezza il suo approccio politico. Il caso più attuale è quello di Dolomiti Energia e dell'ipotesi di una futura quotazione in Borsa del gruppo, tema che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito pubblico. Per Gottardi il punto di partenza è chiaro: una decisione di questa portata non può essere affrontata esclusivamente all'interno della Giunta. «Abbiamo deciso di aprire il confronto con tutti i portatori di interesse: i Comuni, i Bim, il Consiglio provinciale e tutti i soggetti coinvolti. Si tratta di una scelta strategica che riguarda l'intero sistema Trentino.» Una posizione che nasce dalla convinzione che le società partecipate rappresentino un patrimonio collettivo e che proprio per questo ogni decisione debba essere il più possibile condivisa. «La Giunta avrebbe potuto assumere un atto di indirizzo e decidere autonomamente. Abbiamo invece preferito fermarci qualche settimana e costruire un confronto. Su temi così delicati serve la massima trasparenza e bisogna evitare che prevalgano strumentalizzazioni o letture demagogiche.» Secondo l'assessore, qualche mese in più non modifica il valore dell'operazione. «Se una decisione prevista per l'autunno dovesse slittare alla primavera, non cambia nulla. Conta prendere la decisione giusta.» Al centro della riflessione c'è il ruolo stesso di Dolomiti Energia, definita da Gottardi una vera «società di sistema». Non soltanto produzione e distribuzione di energia elettrica, ma anche servizi idrici, gestione dei rifiuti, reti del gas e dell'acqua, attività che incidono quotidianamente sulla vita di famiglie e imprese. «Produce energia esclusivamente da fonti rinnovabili fin dalla sua nascita. Non perché fosse una moda parlare di sostenibilità, ma perché questa è sempre stata la sua natura.» L'assessore richiama anche il valore storico dell'idroelettrico trentino, frutto delle grandi opere realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta. «Sentiamo la responsabilità dell'eredità lasciata dalle generazioni che ci hanno preceduto. Quelle infrastrutture continuano ancora oggi a produrre ricchezza per il territorio.» Proprio per questo Gottardi respinge le preoccupazioni secondo cui una quotazione potrebbe tradursi in una progressiva perdita del controllo pubblico o in un aumento delle bollette. «Qualunque sarà la decisione, il controllo resterà pubblico. L'eventuale apertura al mercato servirà soltanto a raccogliere capitali per permettere all'azienda di crescere ulteriormente, mantenendo però la guida nelle mani degli enti pubblici.» Una rassicurazione che punta a separare il tema della governance da quello dei servizi ai cittadini. «Non c'è alcun collegamento tra una possibile quotazione e il costo dell'energia per le famiglie. L'obiettivo è rafforzare una società che rappresenta uno degli asset strategici del Trentino.» Nel finale dell'intervista arriva anche un riconoscimento significativo: il modello Dolomiti Energia viene guardato con interesse anche oltre i confini provinciali, tanto da essere indicato come esempio anche nel vicino Veneto. Un attestato che Gottardi accoglie con equilibrio, senza trionfalismi. «Tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare dagli altri, noi compresi.» Un'affermazione che, in fondo, riassume anche il suo modo di intendere il governo del territorio: ascoltare, confrontarsi e costruire decisioni condivise, senza perdere di vista il legame con le comunità da cui tutto ha avuto inizio. |
Gottardi e il metodo del confronto per il futuro del Trentino
Read Gottardi e il metodo del confronto per il futuro del Trentino on Trentino24
