Inceneritore in Trentino, Egato apre al confronto con le associazioni: nessuna decisione prima del 2027

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Il presidente Andrea Lazzaroni ha confermato che saranno valutate tutte le proposte, compresa quella alternativa avanzata dagli ambientalisti

Nessuna scelta sull'eventuale realizzazione di un inceneritore in Trentino sarà presa nel breve periodo. Prima servirà completare il percorso di costituzione dell'Egato, l'ente di governo dell'ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti, e approvare il suo Statuto. Solo allora potrà essere formulata una proposta ufficiale alla Provincia sulla chiusura del ciclo dei rifiuti.

A chiarirlo è il presidente di Egato, Andrea Lazzaroni, che ha confermato di aver ricevuto la richiesta avanzata da 18 associazioni ambientaliste, riunite nel coordinamento "No all'inceneritore", per l'istituzione di un tavolo tecnico nel quale discutere anche soluzioni alternative all'impianto di termovalorizzazione.

Lazzaroni ha spiegato che ogni richiesta di confronto sarà presa in considerazione, pur osservando come le associazioni abbiano adottato, a suo giudizio, un approccio piuttosto aggressivo. Ha precisato che la proposta sarà esaminata prima dal Consiglio di amministrazione e successivamente dall'assemblea di Egato, composta dai rappresentanti di Provincia, Comunità di valle e Comuni, sottolineando che una simile decisione non può essere assunta dal solo presidente. A suo avviso, è comunque opportuno ascoltare tutti coloro che abbiano contributi o proposte da offrire, ribadendo che il compito dell'ente è valutare in modo oggettivo la fattibilità delle diverse soluzioni.

Nei giorni scorsi gli ambientalisti avevano illustrato un progetto alternativo all'inceneritore, basato sulla realizzazione di due impianti dedicati al recupero dei rifiuti tessili e dei prodotti tessili sanitari, che secondo i promotori consentirebbe al Trentino di raggiungere l'autosufficienza nella gestione dei rifiuti con costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli previsti per il termovalorizzatore.

Il presidente di Egato ha inoltre evidenziato che il lavoro dell'ente dovrà partire dai documenti ufficiali già approvati dalla Provincia. In particolare, saranno presi come riferimento il quinto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti, l'Addendum del 2023 sulle soluzioni impiantistiche e la relazione tecnica sull'impianto per la chiusura del ciclo consegnata dall'assessora provinciale Monica Zanotelli. Su queste basi saranno valutati tutti gli aspetti, compresi quelli economici.

Lazzaroni ha infine chiarito che non saranno assunte decisioni in tempi brevi. L'assemblea di Egato continuerà a riunirsi con cadenza mensile, ma la priorità resta l'approvazione dello Statuto dell'ente, obiettivo che dovrebbe essere raggiunto entro la primavera del 2027. Solo successivamente sarà possibile formulare una proposta ufficiale alla Provincia sulla chiusura del ciclo dei rifiuti. Fino ad allora, ha aggiunto, ci sarà il tempo necessario per approfondire tutte le possibili soluzioni e ascoltare anche le osservazioni delle associazioni ambientaliste, oltre a quelle già espresse dall'Ordine dei Medici e dalle Acli, che hanno manifestato preoccupazioni sul piano ambientale e sanitario.

Lo Statuto dovrà inoltre definire l'organizzazione e le funzioni dell'Egato, compresa la delicata questione della suddivisione del territorio nei sub-ambiti per la raccolta dei rifiuti, passaggio considerato fondamentale per il futuro assetto del servizio provinciale.