![]() Il sindacato della Polizia Penitenziaria contesta l'assegnazione temporanea di un'agente all'Unità Operativa Multivideoconferenze e chiede l'intervento del Provveditorato e del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria È dura la presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) nei confronti della Direzione della Casa circondariale di Trento. Il sindacato denuncia quella che definisce una gestione non conforme alle regole nell'organizzazione del personale, chiedendo il ritiro immediato del provvedimento contestato e il ripristino dei criteri di trasparenza e imparzialità. Al centro della vicenda c'è l'assegnazione temporanea di un'agente all'Unità Operativa "Multivideoconferenze", una decisione che, secondo il SAPPE, sarebbe stata adottata senza una preventiva ricognizione tra il personale interessato e senza il rispetto delle procedure previste per garantire pari opportunità e correttezza amministrativa. Per David Stenghel e Massimiliano Rosa, dirigenti sindacali del SAPPE di Trento, l'episodio rappresenta «l'ennesima dimostrazione di una gestione che mortifica il personale e compromette il rapporto di fiducia tra l'Amministrazione e gli operatori». I rappresentanti sindacali sostengono che eventuali esigenze organizzative debbano essere affrontate nel pieno rispetto delle regole, evitando decisioni discrezionali che finiscono per penalizzare il personale e ignorare elementi quali professionalità, anzianità di servizio e legittime aspettative. Il SAPPE evidenzia inoltre dubbi sulla reale necessità organizzativa che avrebbe motivato il provvedimento, ritenendo che ciò renda la decisione ancora più controversa sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello sindacale. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che ha rivolto pesanti critiche all'Amministrazione Penitenziaria. Secondo Capece, viene richiesto agli agenti il rigoroso rispetto delle regole, mentre le stesse non sarebbero applicate con altrettanta attenzione nella gestione interna del personale. Il leader del sindacato richiama inoltre le difficoltà quotidiane affrontate dagli appartenenti al Corpo, tra sovraffollamento degli istituti, carenza di organico, aggressioni e turni particolarmente gravosi, sostenendo che decisioni di questo tipo contribuiscano ad alimentare tensioni anziché favorire un clima di collaborazione. Alla luce di quanto denunciato, il SAPPE chiede un intervento del Provveditorato regionale e del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, affinché venga verificata la legittimità dell'ordine di servizio contestato e, qualora emergano irregolarità, ne venga disposto l'annullamento, ripristinando criteri oggettivi e trasparenti nella gestione del personale. Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della Direzione della Casa circondariale di Trento in merito alle contestazioni sollevate dal sindacato. |
Carcere di Trento, il SAPPE attacca la Direzione: «Regole ignorate nella gestione del personale»
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