Liste d’attesa, Trentino fanalino di coda per le prime visite: tempi rispettati solo nel 54,7% dei casi

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Il report Agenas colloca la Provincia autonoma all’ultimo posto in Italia. Peggiorano i dati rispetto al 2025, mentre a livello nazionale cresce il numero di prestazioni erogate nei tempi previsti

Il Trentino scivola all'ultimo posto in Italia per il rispetto dei tempi di attesa delle prime visite specialistiche. È quanto emerge dal primo monitoraggio 2026 dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che fotografa una situazione in controtendenza rispetto al resto del Paese.

Nel primo semestre dell'anno, infatti, solo il 54,7% delle prime visite è stato effettuato entro i tempi massimi previsti, contro una media nazionale del 78,5%. Un dato che colloca la Provincia autonoma in fondo alla classifica nazionale, preceduta di poco dalla Puglia (55,7%).

Il quadro appare ancora più critico se confrontato con il 2025, quando il tasso di rispetto dei tempi era pari al 68,1%. Il Trentino rientra così tra le sole quattro realtà italiane che hanno registrato un peggioramento, insieme ad Abruzzo, Sicilia e Sardegna.

Diagnostica: situazione migliore, ma sotto la media

Meno negativa la situazione per gli esami diagnostici, dove il Trentino raggiunge un 77,2% di prestazioni eseguite entro i tempi di garanzia. Anche in questo caso, però, il dato rimane inferiore alla media nazionale, pari all'84,6%.

La Provincia si colloca al quindicesimo posto, precedendo Umbria, Puglia, Abruzzo, Valle d'Aosta e Sicilia, e migliora leggermente rispetto al 76,7% registrato nel 2025.

In Italia oltre 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi

Il rapporto Agenas evidenzia invece un miglioramento complessivo a livello nazionale. Nel primo semestre del 2026 sono state erogate quasi 15 milioni di prestazioni, con un incremento del 12,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Le prime visite effettuate entro i tempi di garanzia sono aumentate di circa 757 mila, raggiungendo quota 6,6 milioni, mentre gli esami diagnostici eseguiti nei tempi previsti sono cresciuti di 867 mila, arrivando a 5,5 milioni.

Complessivamente sono oltre 1 milione e 624 mila le prestazioni aggiuntive garantite entro le scadenze fissate rispetto al primo semestre del 2025.

I dati dell'Apss confermano le criticità

Le difficoltà del Trentino trovano riscontro anche nel monitoraggio dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss).

Per le prime visite urgenti, da effettuare entro tre giorni, nel primo semestre del 2026 il 40,2% dei pazienti ha superato il tempo massimo previsto. Si tratta di 1.830 persone, mentre il 36% ha ottenuto la visita entro i termini e il 23,8% è stato preso in carico in prossimità della scadenza.

Ancor più marcata la criticità per le prestazioni classificate come "brevi", da garantire entro dieci giorni: 22.316 cittadini, pari al 50,1% del totale, hanno dovuto attendere oltre il limite stabilito.

Il confronto con il 2025 conferma un peggioramento. Lo scorso anno i pazienti fuori soglia rappresentavano il 30,2% delle visite urgenti e il 34,2% di quelle brevi.