![]() Via libera unanime alla riorganizzazione dei servizi per l'infanzia. Approvato anche un ordine del giorno che punta a valutare un futuro polo educativo 0-6 nel quartiere Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la chiusura del nido d'infanzia di viale dei Tigli, struttura ormai giunta al termine del proprio ciclo di vita, e la redistribuzione dei posti disponibili negli altri servizi educativi della zona sud della città. A illustrare il piano è stata la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli, spiegando che i bambini saranno accolti in tre diverse strutture: 18 posti a tempo pieno nel nido di Villazzano 3, ricavati riorganizzando gli spazi della scuola dell'infanzia, 11 posti a tempo pieno nel nido di Clarina e 6 posti a tempo parziale nel nido di Madonna Bianca. La nuova organizzazione offrirà complessivamente 35 posti, dieci in meno rispetto ai 45 disponibili nel nido di viale dei Tigli, ma con un significativo aumento dell'offerta a tempo pieno: 29 posti contro la prevalenza di part-time della struttura destinata alla chiusura. «Le famiglie chiedono sempre più servizi a tempo pieno e questa soluzione risponde meglio alle esigenze emerse nelle domande di iscrizione», ha sottolineato Bozzarelli, evidenziando anche che la riorganizzazione consentirà di salvaguardare i livelli occupazionali della cooperativa che gestisce il servizio. La vicesindaca ha inoltre ricordato il valore storico del nido, nato dopo l'alluvione del 1966 come gesto di solidarietà internazionale e originariamente denominato "Nido Europa". Il dibattito sul futuro dell'areaDurante la seduta il consigliere Errico Di Pippo (Pd-Psi) ha presentato un ordine del giorno collegato alla delibera, proponendo di valutare la realizzazione di un nuovo polo educativo integrato 0-6 anni nell'area che sarà liberata dalla demolizione del nido. Secondo Di Pippo, il quartiere è interessato da importanti interventi di riqualificazione urbana e dall'arrivo di nuove famiglie grazie ai progetti di housing sociale, elementi destinati ad aumentare la domanda di servizi per l'infanzia. La versione iniziale del documento attribuiva responsabilità alla Provincia per il ritardo nell'adozione dei decreti attuativi necessari ai poli integrati e a Itea per la lentezza nella ricostruzione dell'area delle ex Palafitte. La mediazione con Fratelli d'ItaliaIl testo ha suscitato le critiche di Fratelli d'Italia. Il consigliere Giuseppe Urbani ha definito eccessivi i riferimenti polemici nei confronti di Provincia e Itea, mentre Dematte ha proposto una riformulazione condivisa. Le modifiche, accolte dalla vicesindaca e dallo stesso Di Pippo, hanno sostituito il riferimento all'«estenuante lentezza di Itea» con la più neutra espressione «lentezza nella ricostruzione durata vent'anni». Anche l'impegno a realizzare il polo educativo è stato trasformato in una richiesta di verificare la possibilità di realizzarlo, subordinandola all'approvazione dei decreti provinciali. L'ordine del giorno così modificato è stato approvato all'unanimità. Le posizioni dei gruppiNel dibattito Giulia Bortolotti (Onda) ha espresso rammarico per la chiusura della struttura. «Dispiace vedere chiudere un luogo educativo che rappresentava anche uno spazio di comunità e di relazioni», ha affermato, manifestando però alcune riserve pedagogiche sull'ipotesi di un polo integrato 0-6. Per Silvia Franceschini (Pd-Psi), invece, la riorganizzazione testimonia il lavoro svolto dall'amministrazione comunale, ricordando che rispetto allo scorso anno sono stati creati complessivamente 89 nuovi posti nido, di cui 29 a tempo pieno. A chiudere il confronto è stato Luca Filosi (Pd-Psi), che ha ribadito il sostegno della maggioranza alla delibera. «Chi attraversa quel quartiere – ha osservato – deve vedere non soltanto i cantieri aperti, ma anche una prospettiva chiara di ciò che quell'area diventerà nei prossimi anni». |
Trento, chiude il nido di viale dei Tigli: il Consiglio approva il trasferimento dei posti
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