![]() Il consigliere provinciale mette a confronto le scelte di Arco, Trento e Rovereto: «La presenza istituzionale e il dialogo valgono più dei gesti simbolici» Il dibattito sulle modalità con cui accogliere la nazionale israeliana agli Europei Under 18 di basket continua ad animare il confronto politico in Trentino. A intervenire è il consigliere provinciale Claudio Cia, che prende posizione dopo le lettere inviate dai sindaci di Trento e Rovereto e torna anche sulla decisione del Comune di Arco di non partecipare alle premiazioni dei Mondiali giovanili di arrampicata. Secondo Cia, la scelta adottata da Rovereto rappresenta un esempio di equilibrio istituzionale. «Accogliere gli atleti e rivolgere a tutti un messaggio di pace è ben diverso dal disertare una premiazione», afferma, sottolineando come lo sport debba rimanere uno spazio di incontro e confronto, senza rinunciare al ruolo delle istituzioni ospitanti. Più critica, invece, la valutazione nei confronti del sindaco di Trento, Franco Ianeselli. Nel mirino finiscono i passaggi della lettera in cui il primo cittadino auspica che i giovani atleti israeliani possano riflettere sulle azioni del proprio Paese. Per Cia, questo approccio rischia di trasformare un momento sportivo in una «lezione politica» rivolta a ragazzi che non possono essere identificati con le decisioni del governo nazionale. «Non sappiamo quali siano le loro convinzioni personali, né quale giudizio abbiano sull'operato del proprio esecutivo», osserva il consigliere, evidenziando come una società democratica debba valorizzare la libertà di coscienza e il senso critico, senza attribuire automaticamente ai giovani le responsabilità delle scelte compiute dagli Stati che rappresentano in ambito sportivo. Nel suo intervento, Cia richiama anche il tema dell'antisemitismo, invitando il sindaco di Trento a riflettere sul clima che, a suo giudizio, si sarebbe alimentato in alcune manifestazioni e iniziative di protesta. «Il silenzio su questo fenomeno non è neutrale», sostiene, ribadendo che il dissenso politico non dovrebbe mai sfociare in forme di intimidazione o nella pretesa di imporre un'unica interpretazione dei fatti. Per il consigliere provinciale, il confronto tra le tre amministrazioni offre tre approcci distinti: Arco ha scelto di non partecipare alle premiazioni, Trento ha espresso una posizione politica direttamente agli atleti israeliani, mentre Rovereto ha rivolto un messaggio a tutte le delegazioni, indicando nello sport uno strumento di dialogo. «I ragazzi devono poter vivere lo sport come occasione di crescita e confronto – conclude Cia – senza essere trasformati in simboli delle tensioni internazionali o caricati delle responsabilità dei Governi dei loro Paesi». |
Europei Under 18, Cia: «Lo sport non diventi una lezione politica per gli atleti israeliani»
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