![]() Il fiume Noce e i laghi di Serraia e Piazze subiscono impatti significativi dai prelievi a scopo idroelettrico Emergono criticità da parte di vari attori auditi in Commissione speciale d’inchiesta del Consiglio provinciale su Hydro Dolomiti Energia, nell’ ultima seduta dei giorni scorsi, prima della pausa estiva. Scopo della Commissione è raccogliere punti di vista, documenti, idee, dai vari attori interessati in vista delle decisioni che il Consiglio provinciale dovrà prendere per il rinnovo delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche in scadenza nel 2029. La sessione di luglio, presieduta dall’avvocato e consigliere di opposizione Andrea de Bertolini, si è concentrata sulla Val di Sole (per il fiume Noce in particolare) e sull'altopiano di Piné, con particolare attenzione ai bacini di Serraia e Piazze. Al centro delle testimonianze il rapporto tra utilizzo idroelettrico delle acque, tutela ambientale, sicurezza e sviluppo turistico. Le audizioni riprenderanno a settembre con il territorio dell'Avisio e della Val di Fiemme, insieme alle associazioni dei pescatori, per approfondire ulteriormente gli effetti dell'attività di Hydro Dolomiti Energia sui corsi d'acqua trentini. "Noi vogliamo un fiume vivo", ha detto Alessandro Fantelli, fondatore di Ursus Adventures Srl e vicepresidente dell'Apt Val di Sole spiegando che il suo obiettivo nell'audizione era portare all'attenzione della Commissione la situazione del torrente Noce, il cui regime idrico è fortemente influenzato dall'utilizzo idroelettrico. “Fantelli ha sottolineato come il Noce rappresenti una risorsa fondamentale non solo per l'ambiente ma anche per l'economia turistica della valle – leggiamo dal comunicato della Commissione - Ha evidenziato le criticità legate alla gestione dei flussi d'acqua, che incidono sulla sicurezza di chi pratica rafting, kayak e canoa. La convivenza tra attività sportive, opere di presa, condotte e centrali idroelettriche, ha spiegato, espone migliaia di turisti e operatori a situazioni di rischio, aggravate dalla possibilità che la portata del fiume cambi improvvisamente durante la navigazione”. Rispondendo alle domande, Fantelli ha spiegato che il confronto con Dolomiti Energia non ha finora prodotto risultati concreti ed ha confermato che negli ultimi vent'anni è cambiato il modo di produrre energia e che negli ultimi due anni, in particolare, il fenomeno si è accentuato. In alta stagione, ha aggiunto, il rischio è quello di trovarsi con "i rubinetti chiusi" in valle, mentre improvvisi aumenti di portata possono creare situazioni di pericolo non solo per canoisti e rafting, ma anche per pescatori e residenti. Ha anche suggerito che si faccia formazione agli abitanti, soprattutto i più giovani, che nel tempo hanno perso contatto con la natura che li circonda”. Anche il Comitato Laghi di Piné ha illustrato una relazione nella quale esprime forti perplessità sulla gestione delle acque dei due laghi a fini idroelettrici. Pur riconoscendo il valore storico del sistema Piné-Pozzolago, il presidente Claudio Ioriatti ha sostenuto che l'attuale modello non è più compatibile con le esigenze di tutela ambientale e risanamento del Lago di Serraia. Tra le principali criticità segnalate: l'abbassamento artificiale del livello del lago, ritenuto concausa dell'eutrofizzazione e delle fioriture algali, la mancanza di sistemi trasparenti di misurazione dei volumi d'acqua prelevati, l'assenza di un bilancio idrologico attendibile e la mancata attuazione di alcune prescrizioni contenute nel parere della Commissione tecnica ministeriale VIA-VAS del 2021. " Secondo le analisi del Comitato, oggi sono pompati nel lago di Serraia circa 1,5 milioni di metri cubi d'acqua all'anno, a fronte dei 750 mila metri cubi previsti, senza il pagamento degli extracanoni provinciali. Claudio Ioriatti, presidente Comitato Laghi commenta alla nostra redazione: “ La cosa che ci preoccupa di più è che c'è un grosso conflitto di interessi tra chi dovrebbe tutelare e controllare e chi ha un beneficio dalla pratica della produzione di energia”. |
Dolomiti Energia: emergono criticità e preoccupazioni nella gestione dei prelievi idroelettrici in Commissione provinciale d'inchiesta, in vista del rinnovo delle concessioni nel 2029
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